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Antitrust, avviati tre nuovi procedimenti nei confronti di Girada e altri siti e-commerce piramidali

L’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha avviato tre procedimenti di accertamento nei confronti di altrettante società, Oobs S.r.l.s., Girada S.r.l.s. e Zuami S.r.l.s., che gestiscono siti di e-commerce (shoppati.it, girada.it e zuami.it) basati su modelli di vendita piramidali, anche noti come buy/share. Le contestazioni riguardano molteplici violazioni del codice del consumo, cosa per cui sia Girada che Zuami erano già state sanzionate prima dell’estate, con multe rispettivamente di 350mila e 100mila euro.

In particolare l’Antitrust, avvalendosi come sempre della collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, si è concentrata sull’offerta commerciale di beni a prezzi particolarmente scontati, alla quale però non corrisponde il reale acquisto del bene, nonché sulle modalità della consegna del bene stesso, considerate vaghe ed aleatorie, non essendoci chiarezza e trasparenza su tempi e meccanismi di funzionamento del modello di vendita. Infine l’Autorità contesta anche il mancato riconoscimento del diritto di recesso e dell’eventuale rimborso di quanto versato.

Questo modello, già noto da tempo, promette di ottenere beni a prezzi particolarmente vantaggiosi, ma solo a condizione che siano coinvolti altri compratori. Stando infatti a quanto si legge sul sito dell’AGCM, infatti, all’offerta commerciale “non corrisponde l’acquisto del bene, ma una mera prenotazione: per acquisire il prodotto, infatti, il consumatore deve attendere che altri consumatori effettuino un analogo acquisto. Inoltre, l’ottenimento e la consegna del bene sono resi estremamente aleatori, non essendo noti i meccanismi di scorrimento della lista ed i tempi di attesa”.

“Buy&share, catene di Sant’Antonio, vendite piramidali, multilevel marketing, sono tutti sistemi di vendita scorretti, insidiosi e ingannevoli, che condizionano indebitamente il consumatore, inducendolo ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso”, ha commentato al Messaggero Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, augurandosi quindi che la verità sia accertata in tempi rapidi e, soprattutto che in caso di accertata pratica scorretta giungano pesanti sanzioni e non una mera chiusura del procedimento in cambio di impegni alquanto vaghi per la condotta futura.