Sicurezza

Chad2Win ti paga per chattare: meglio di Whatsapp?

Chad2Win è il fenomeno del momento, l'applicazione per iOS e Android di cui tutti parlano perché promette non solo messaggi gratis, ma addirittura la possibilità di guadagnarci qualcosa a forza di mandare e ricevere messaggi. Arriva dalla Spagna, e sta già ottenendo un buon successo anche in Italia. Che sia qui per restare oppure solo la moda del giorno, però, è tutto da vedere.

Chad2Win funziona come Whatsapp e simili per mandare messaggi, foto, video e memo vocali. Di tanto in tanto c'è un annuncio pubblicitario, sul quale volendo si può cliccare per visualizzare un video promozionale più esteso.

Più pubblicità si guarda in questo modo e più si può guadagnare, fino a 25 euro al mese, cioè il 30% di quanto Chad2Win incassa dagli inserzionisti. Per massimizzare i guadagni, è bene saperlo, bisogna raccontare all'applicazione un po' di fatti propri: nome, età, interessi principali. Più completo il profilo, e più si può guadagnare – tra l'altro non sembrano esserci controlli per verificare la veridicità dei dati. In ogni caso, arrivare al massimo teorico per ora sembra impossibile.

In Spagna ci sono già oltre 300.000 utenti, e questo è il primo possibile ostacolo. Per quanto l'azienda citi il numero come un successo si tratta di numero piuttosto esiguo, così come quello dei fan su Facebook (poco più di 2000) e dei follower su Twitter (circa 1350). Perché è un problema? Perché la pubblicità circola bene e produce utili solo se il pubblico è abbondante. Se il sistema non funziona, si rischia di incassare pochissimo a fine mese.

Qualcuno alla fine potrebbe lamentarsi, e forse per questo Chad2Win arriva in Italia con il patrocinio dell'Associazione Consumatori Utenti – nota appunto per l'impegno nel risolvere i contenziosi tra consumatori e utenti senza arrivare in tribunale. "Entro il mese di ottobre sarà siglato un protocollo di procedure per la risoluzione di qualunque inconveniente o errore sorga tra Chad2Win e i suoi sottoscrittori", spiega Claudio Leonardi su La Stampa. Difficile capire se sia un buono o cattivo segnale, sottolineare questo aspetto proprio al lancio non fa proprio ben sperare.   

Quanto ai guadagni reali, ci si può fare un'idea con il mese di agosto – notoriamente "di magra" per il mondo della pubblicità su Internet. 150.000 euro ridistribuiti agli utenti, 0,5 a testa di media se consideriamo 300.000 iscritti. A settembre le cifre diventano un po' più alte, e si potrebbe arrivare a due euro.

Da una parte abbiamo il possibile fastidio della pubblicità e la cessione di dati personali, dall'altra la promessa (miraggio?) di guadagnare abbastanza da ripagarsi l'abbonamento telefonico. Ne vale la pena? Starà a ognuno di noi stabilirlo.