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Conclusioni

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La facilità con cui si possono pubblicare video e altri tipi di messaggio può portare a sottovalutare l'importanza delle regole. In particolare, esiste il rischio concreto di diffondere dati personali di altri e incorrere così in illeciti anche gravi.

Le possibili azioni previste dalla legge in favore degli interessati

In relazione a tali circostanze, la legge tutela gli interessati, dando loro modo di esperire due diverse tipologie di azioni: una di natura amministrativa, da proporsi davanti al Garante della Privacy, e l'altra di natura giudiziaria, al fine di ottenere un eventuale risarcimento dei danni. È bene chiarire che, con riferimento all'esercizio dei diritti di cui all'art. 7 D.Lgs. 196/2003 (ad esempio, il diritto di ottenere l'indicazione dell'origine dei dati personali, delle finalità e delle modalità del trattamento, della logica applicata allo stesso, ecc.) le citate azioni sono tra loro alternative. Tuttavia, ciò non pregiudica comunque la possibilità per il danneggiato di adire l'autorità giudiziaria, al fine di ottenere il risarcimento dei danni patiti, eventualmente anche dopo aver presentato il ricorso dinnanzi al Garante.

 

Conclusioni

Occorre quindi prestare molta prudenza quando si utilizzano i dati personali di un soggetto, anche se si tratta di un conoscente, perché come si è visto un comportamento valutato come apparentemente innocuo, può risultare idoneo ad invadere la sfera di riservatezza di altri soggetti, se non addirittura a cagionare loro dei danni oggetto di risarcimento, ed esponendo così l'autore della pubblicazione, conseguentemente, ad importanti conseguenze legali.