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Contro i DRM: oggi è il giorno per piratare ciò che è nostro

Oggi è la giornata internazionale contro i DRM, acronimo che sta per Digital Rights Management. L'iniziativa è nata qualche anno fa per sensibilizzare il pubblico su come le protezioni digitali siano più una seccatura per i consumatori onesti che un vero deterrente per chi vuole violare il copyright – un po' come i controlli di sicurezza in aeroporto.

L'organizzazione fa capo a Defective By Design, e tra i sostenitori della giornata ci sono anche la Electronic Frontier Foundation, Free Software Foundation Europe, la francese april.org, l'editore di libri O'Reilly (sconti dal 50 al 60%), Humble Bundle e No Starch Press (50% di sconto sugli ebook).

Il concetto fondamentale è che i DRM violano la nostra libertà e i nostri diritti di consumatori, perché c'impediscono di essere davvero proprietari dei beni che compriamo in forma digitale – trasformando l'acquisto in una sorta di noleggio a lungo termine.

Che si tratti di un ebook Kindle o un film preso su iTunes (o il Play Store o Xbox Movies) la faccenda non cambia: per quanto ci sia scritto "compra" non è veramente nostro. Ecco perché gli organizzatori preferiscono parlare di Digital Restrictions Management. The Digital Reader ricorda che nei nove anni che sono passati dalla prima giornata le cose non hanno fatto che peggiorare. All'epoca il problema riguardava la musica, mentre oggi si parla di DRM persino sulle auto e sulle capsule del caffè.

In tutta risposta il sito dedicato ai libri digitali propone software per togliere i DRM dagli ebook, suggerendo che eliminare le limitazioni fa parte dei nostri diritti dopo che abbiamo comprato qualcosa. Ecco allora Aimersoft DRM Converter, ePUBee, Requiem e i plugin per il popolare Calibre.

Difficile non essere d'accordo: i DRM c'impediscono di guardare un film che abbiamo pagato nel modo che preferiamo, per esempio spostandolo da un dispositivo all'altro, o ci obbligano a comprare dispositivi della stessa marca per accedere alla stessa libreria. Alcuni fornitori, come Amazon, sono un po' più flessibili da questo punto di vista – ma i limiti comunque ci sono.

I DRM poi ostacolano la concorrenza, perché mi rendono troppo difficile essere cliente di Microsoft oggi, di Apple e di Google fra tre giorni, perché a ogni passaggio devo rinunciare a ciò che ho comprato – ma evidentemente non possiedo. In questo modo come cliente sono vincolato all'azienda da cui ho già comprato qualcosa, e ogni giorno che passa cambiare è più difficile.

Sono strumenti nati per combattere la pirateria ma hanno effetti collaterali davvero molto sgradevoli, e per questo Defective By Design suggerisce a tutti noi di usare i software disponibili per rimuoverli e diventare davvero proprietari dei nostri beni digitali. La rimozione si potrebbe anche usare per violare il copyright e darsi alla pirateria, una cosa che invece va evitata con cura: perché se finiamo per diventare pirati con la scusa della libertà e dei diritti, allora stiamo dando forza a chi la libertà e i diritti ce li vorrebbe togliere.