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Coronavirus: come bisogna spostarsi da casa? Facciamo chiarezza.

L’Italia sta attraversando un periodo senza precedenti dalla storia della nostra Repubblica. La pandemia confermata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha costretto il Presidente del Consiglio dei Ministri a blindare letteralmente il nostro Paese e cambiare radicalmente le nostre abitudini di vita, limitando fortemente anche gli spostamenti individuali da un punto all’altro della penisola, ma anche nella località in cui viviamo. Come bisogna comportarsi?

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato ieri sera il nuovo DPCM 11 marzo 2020 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 dell’11 marzo 2020, recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sull’intero territorio nazionale, ribadendo le norme sugli spostamenti da casa, igieniche e di eccezione nella prosecuzione dell’attività di alcune specifiche categorie di esercizi pubblici e commerciali.

Immagini da www.interno.gov.it
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Nonostante l’eco dei canali ufficiali del sito ufficiale del Governo Italiano e del Ministero dell’Interno, con un aggiornamento costante delle Domande Frequenti , ci preme mettere in chiaro alcuni aspetti delle norme restrittive speciali adottate in argomento, avvalendoci della consultazione delle fonti ufficiali e degli operatori delle Forze dell’Ordine che stanno continuando il loro operato per fare ottemperare le norme prescritte.

In queste ore, sono moltissimi gli utenti che continuano ad avere alcuni dubbi su tali norme di comportamento, e parrebbe perfino riduttivo riassumere il tutto con un semplice BISOGNA STARE A CASA. Quindi, ecco di seguito alcune domande e risposte.

Come posso spostarmi di casa?

Non si può uscire di casa se non per validi motivi. Sono in corso controlli da parte delle forze di Polizia. È previsto il divieto assoluto di uscire di casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus. In caso di sintomi da infezione respiratoria o febbre superiore a 37,5 gradi è fortemente raccomandato di rimanere a casa, di rivolgersi al proprio medico e di limitare al massimo il contatto con altre persone.

Quali sono i motivi validi per poter uscire di casa?

Si può uscire di casa per andare a lavoro (di cui le categorie espresse nel DPCM 11 marzo 2020, Allegato 1), per ragioni di salute o situazioni di necessità. Per provare queste esigenze dovrà essere compilata un’autodichiarazione che potrà essere resa anche seduta stante sui moduli in dotazione alle forze di Polizia. La veridicità delle dichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi.

L’autocertificazione non è un lasciapassare per andare dove si vuole. Le esigenze espresse nelle dichiarazioni fornite al pubblico ufficiale addetto al controllo devono essere comprovate e corrispondere al vero, contrariamente, le sanzioni per le ipotesi di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale sono le seguenti espresse dal nostro Codice Penale:

  • art. 76 del DPR n. 445/2000, che richiama i reati di falso, anche commessi ai danni di pubblici ufficiali;
  • art. 495 c.p. recante “Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri”, prevedendo la pena della reclusione da uno a sei anni.

“ANCHE CHI VA A PIEDI DEVE AVERE L’AUTOCERTIFICAZIONE”. Lo afferma il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, in conferenza stampa sull’emergenza Coronavirus.

Alleghiamo qui di seguito un MODELLO DI AUTOCERTIFICAZIONE da poter utilizzare. Nel caso non aveste la possibilità di stampare tale modulo, potrete compilarlo anche nel momento in cui doveste essere fermati per un controllo da parte delle autorità. Il nostro consiglio però, qual’ora fosse possibile, è di compilarlo e portalo sempre con voi.

Quindi, riepilogando, ci si può spostare da casa solo per motivi di lavoro, necessità e salute (gravi casi di necessità e urgenza, approvvigionamento di generi di prima necessità, farmaci e improrogabile assistenza di un prossimo in comprovato stato carente di salute).

Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza può rientravi?

Sì, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute.

Se abito in un comune e lavoro in altro posso fare ”avanti e indietro”?

Sì, se è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.

Posso utilizzare i mezzi di trasporto pubblico?

Nessun blocco dei trasporti. Tutti i mezzi di trasporto pubblico, e anche privato, funzionano regolarmente.

È possibile uscire per acquistare generi alimentari?

Sì, e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli perché i negozi saranno sempre riforniti. Non c’è nessuna limitazione al transito delle merci: tutte le merci, quindi non solo quelle di prima necessità, possono circolare sul territorio nazionale. Occorre precisare, che allo scopo ultimo di limitare gli spostamenti e assembramenti nei punti vendita, bisogna fare la spesa solo nel proprio comune o quello più prossimo in caso di assenza dei punti vendita. E badate bene: fare la spesa si intende andare ad acquistare generi di prima necessità, non andare a fare shopping. Una persona per famiglia.

Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?

Sì, ma solo in caso di stretta necessità, quindi unicamente per l’acquisto di beni legati ad esigenze primarie non rimandabili.

Posso andare a mangiare dai parenti?

No, perché non è uno spostamento necessario e quindi non rientra tra quelli ammessi.

Posso andare a un matrimonio o un funerale?

Sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri.

Posso andare ad assistere i miei cari anziani non autosufficienti?

Sì. Ricordate però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerli il più possibile dai contatti.

È consentito fare attività motoria all’aperto?

Il decreto consente lo sport e le attività motorie negli spazi aperti, nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. Tuttavia, si invita ad evitare anche brevi passeggiate o anche di fare jogging, poiché se lo facessero tutti strade e parchi sarebbero comunque affollati ed è quello che si deve evitare ad ogni costo.

Posso uscire con il mio cane?

Sì, per la gestione quotidiana delle sue esigenze fisiologiche e per i controlli veterinari. Il decreto prevede espressamente la possibilità di provvedere alla gestione quotidiana degli animali (non passeggiare o giocare ma fare i bisogni fisiologici necessari e rientrare immediatamente). Naturalmente anche in questo caso si può uscire da soli e non con amici o familiari e per il tempo strettamente indispensabile e in prossimità della propria abitazione.

Che succede a chi non rispetta le limitazioni?

La violazione delle prescrizioni è punita con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro.

In riferimento all’art. 4 del DPCM 8 marzo, al comma II testualmente recita: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, come previsto dall’art. 3, comma 4, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6”.

Di consueto, il rinvio all’art. 650 c.p. Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro.

Altri reati configurabili, in riferimento al “più grave reato” ex art. 650 c.p. sono i seguenti:

Resistenza a un pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), per chi, nel fuggire dalle zone “arginate” dalle forze dell’ordine, resista alle stesse;

Delitti colposi contro la salute pubblica (452 c.p.), che va a punire chiunque commette, per colpa, alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 438 e 439, attraverso la pena della reclusione, graduata secondo le tre distinte ipotesi ivi contemplate.

Immagini da www.interno.gov.it
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Chi può effettuare dei controlli?

I controlli sulle autocertificazioni, dichiarazioni fornite al pubblico ufficiale e sul rispetto delle prescrizioni vigilano:

Forze di polizia, ovvero Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza;

Vigili del fuoco;

Forze Armate.

Già il precedente Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 incarica i Prefetti territorialmente competenti, cui assegna lo specifico compito di garantire il rispetto dei limiti e delle regole ivi previste.

Per quanto riguarda il monitoraggio sull’andamento degli isolamenti domiciliari, come pure sulla mappatura e sulla diffusione del virus, il decreto individua gli operatori sanitari.

Allo stato attuale, i controlli serrati sono disposti sul tutto il territorio nazionale, e le FF.OO. hanno denunciato da un capo all’altro dell’Italia decine di persone trovate per strada senza alcuna giustificazione valida o che hanno contravvenuto ai divieti riunendosi in locali o persino partecipando a feste e funerali.

Il messaggio è davvero semplice: bisogna seguire le norme igieniche impartite e limitare gli spostamenti VERAMENTE allo stretto e indispensabile, come illustrato in questo articolo. E riponendo la fiducia sul buon senso civico di questa nazione, magari, tra qualche tempo, tutto questo resterà una lontana e triste pagina della nostra storia.

Qual’ora aveste ulteriori domande o perplessità, raccoglietele nei commenti qui sotto. Ci impegneremo a mantenere questo articolo aggiornato di ora in ora, nel caso ci fossero dubbi o novità a riguardo.

Tramite questo indirizzo potete scaricare il modulo di autocertificazione, direttamente dal sito del Governo Italiano.