e-Gov

Cronache di spionaggio industriale

Pagina 1: Cronache di spionaggio industriale

Lo spionaggio è affascinante. Condannabile moralmente, ma comunque affascinante. Un cocktail di istinti pre-adolescenziali sapientemente mescolati – e non agitati – che alimentano le nostre fantasie. Muoversi nell’ombra, giocare con le identità, adoperare strumenti che appaiono per quello non sono. Insomma, è uno spazio di improbabilità che nella letteratura di genere e nella cinematografia ha mostrato solo una delle sue tante facce. Probabilmente la più ammiccante, commerciabile e meno aderente alla realtà.

Crollato il muro di Berlino, scomparsa l’Unione Sovietica ed evaporata di conseguenza la Guerra Fredda lo spionaggio internazionale si è concentrato su nuove frontiere. In un contesto capitalistico avanzato non poteva che insinuarsi nel campo economico e quindi in quello industriale.

Basta, quindi, con i bronzei James Bond… porte aperte agli analisti, gli informatici, ai nerd. Clark Kent ha ucciso Superman e lo ha fatto per soldi. Quanti? Beh, secondo gli esperti statunitensi in sicurezza si parla di circa 200 miliardi di dollari all’anno. E non si tratta sempre di professionisti, ma anche di ex-dipendenti che nel baracchino, invece di tenere ciò che resta del loro pasto, trasportano memorie portatili con progetti industriali, dati finanziari e quant’altro.

I media se ne occupano poco in genere, ma il fenomeno è mondiale. Nel 1968 l’Unione Sovietica inaugurò il suo primo aereo passeggeri supersonico Tu-144. Copia spiccicata del Concorde anglo-francese, presentato alla stampa internazionale poco tempo dopo. Secondo i documenti di un dissidente del KGB, Vasili Mitrokin, fu proprio una spia russa – nome in codice Ace – ha sottrarre migliaia di progetti e specifiche tecniche del Concorde. Il Concordski, comunque, non riuscì benissimo: nel 1973, durante il Paris Air Show, per un guasto si schiantò al suolo uccidendo 13 spettatori. A seguito di questo venne ritirato dal mercato.   

Nel 2001 la Procter & Gamble, la multinazionale che si nasconde dietro migliaia di prodotti a nostro uso quotidiano, decise di accettare un accordo extra-giudiziale con la rivale Unilever. Era stata beccata con le mani nella pattumiera degli stabilimenti avversari. Cercava informazioni per migliorare la sua competitività nel settore degli shampoo e trattamenti per capelli.

Nel 2002 la Svezia si trovò obbligata a rompere i rapporti diplomatici con la Russia. Due diplomatici con il colbacco vennero espulsi perché responsabili della sottrazione di preziosi documenti riguardanti la ricerca tecnologica di Ericsson.

Nel 2003 la Lockheed Martin denunciò la Boeing per spionaggio industriale riguardante alcuni bandi indetti dalla US Air Force. La Boeing aveva acquisito migliaia di documenti confidenziali sul programma missilistico avversario. Il Pentagono decise così di eliminare lo spione dai programmi missilistici e revocare un miliardo di dollari di commesse.  

Ecco quattro esempi di spionaggio industriale e militare di grande impatto mediatico. Ma tutto il resto è sommerso. E quasi come se esistesse una sorta di "gentleman agreement": quando i giochi vengono smascherati si procede sempre con accordi extra-giudiziali tenuti nascosti alla stampa e quindi all’opinione pubblica.