Sicurezza

Cybersicurezza, l’Italia vince la medaglia d’argento nel campionato europeo per hacker

L’Italia gode di ottima salute per quanto riguarda la cybersicurezza, se non nelle istituzioni almeno nelle prestazioni ottenute dai nostri team nelle varie manifestazioni dedicate al settore. Dopo l’ottimo risultato conseguito in estate dal team mHACKERoni al Def-Con arriva infatti la notizia della medaglia d’argento ottenuta nel campionato europeo di sicurezza informatica svoltosi a Bucarest e dedicato agli studenti universitari e delle scuole superiori.

La gara, promossa dalla Commissione Europea e dall’ENISA, l’agenzia europea per la sicurezza delle reti dell’informazione, ha visto la partecipazione di venti squadre provenienti da tutta Europa, che si sono sfidate in diverse gare di attacco e difesa informatica. La squadra italiana ha perso solo in finale, dopo un combattuto testa a testa con il team rumeno. Al terzo gradino del podio invece si sono classificati i ragazzi austriaci.

“I Campionati Europei sono una occasione per mettere alla prova le proprie capacità in un team che valorizzi le speciali competenze di ciascun Paese”, ha dichiarato a Repubblica Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Cini, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica. “Ci tengo a sottolineare come, grazie agli sforzi di tanti volontari, questo piazzamento sia per questi ragazzi il coronamento di un cammino per tutti loro iniziato con CyberChallenge.IT, il progetto fortemente sostenuto dal DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), e mirato alla ricerca di giovani talenti nel mondo della sicurezza informatica. Il progetto nel 2019 ha visto l’iscrizione di oltre 3.300 studenti di Università e Scuole Superiori da tutta Italia e che ha l’obiettivo di coinvolgerne almeno 4.000 nella prossima edizione, le cui iscrizioni di apriranno il 2 dicembre prossimo”.

Nel nostro Paese la preparazione di base è di ottimo livello e non mancano i talenti. Purtroppo però come sempre ad essere carente è il pubblico, che investe poco e male, non solo in formazione, ma anche in prevenzione, come dimostra ad esempio la recente ricerca sui database medici esposti. E pensare che quello della cybersicurezza è un settore cruciale per la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini e lo sarà sempre di più nell’immediato futuro, in scenari in cui le guerre sembrano combattersi sempre più a colpi di virus, vulnerabilità e attacchi informatici.

Il Governo Conte ha avviato nei giorni scorsi le procedure per stabilire chi è dentro il cosiddetto “perimetro cibernetico nazionale”, che imporrà tutta una serie di nuove linee guida a enti pubblici e aziende private in modo da garantire nuovi strumenti di difesa e best practice contro eventuali attacchi informatici, ma la situazione peggiora ogni giorno e il tempo stringe. Speriamo che un iter di un anno solo per accertare lo stato delle cose non sia un tempo troppo lungo.