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Ecco come fa Siri a imparare nuove lingue

Presto Siri sarà in grado di comprendere anche domande poste nel dialetto di Shangai, una variante del cinese che si parla solo in città e negli immediati dintorni. Una chiara risposta all'inizio della distribuzione di Google Assistant anche sugli altri smartphone Android e una mossa al rialzo nella guerra tra assistenti digitali, ormai si fa sempre più serrata. Da Alphabet a Microsoft, passando per Amazon e appunto Apple, tutti i principali attori della scena hi-tech hanno la loro soluzione.

Voice Search Vrouw praat in haar mobiele toestel vraagt Google

Se però c'è un settore in cui sicuramente Siri fa meglio di tutti gli altri competitor è la capacità di comprendere lingue diverse. Il più vecchio degli assistenti vocali infatti parla già 21 lingue, localizzate per 36 nazioni. In confronto Microsoft Cortana ne parla 8 per 13 nazioni, mentre Assistant ne parla solo quattro e Alexa appena due, inglese e tedesco.

Ma come hanno fatto alla Apple ad insegnare a Siri tutte queste lingue e dialetti? Lo ha spiegato a Reuters Alex Acero, responsabile del team che si occupa di questo aspetto.

Alla base di tutto, come sempre, c'è l'essere umano. Sono infatti degli uomini a leggere testi ed elenchi di parole in diversi dialetti e con diversi accenti, mentre altri uomini registrano e trascrivono tutto, fornendo all'intelligenza artificiale una base dati da cui partire. Questo database è quindi utilizzato dall'algoritmo di machine learning per esercitarsi nella corretta trascrizione e comprensione delle parole. Per diminuire la percentuale di errore inoltre i tecnici Apple registrano anche i rumori di fondo, le pause e le parole che non sono state pronunciate in modo chiarissimo.

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‎Dopo che sono stati raccolti dati sufficienti ed è stata registrata la voce dell'attore che servirà a far parlare Siri in una nuova lingua, all'assistente digitale saranno fornite le risposte a quelle che Apple stima saranno le domande più comuni. Una volta distribuito infine Siri continuerà ad apprendere dall'interazione con gli utenti reali, venendo aggiornato ogni due settimane con ulteriori ritocchi.‎

Tuttavia al momento nessuna IA è in grado di rispondere a conversazioni dinamiche senza pescare da un database di risposte preconfezionate da altri esseri umani, un traguardo oggi impossibile da raggiungere ma a cui Apple e i suoi competitor ambiscono e su cui starebbe lavorando Viv, una startup fondata dai creatori di Siri ed acquisita lo scorso anno da Samsung, che dovrebbe utilizzarne le tecnologie per il suo assistente digitale Bixby che dovrebbe esordire col Galaxy S8.