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Europa sempre più capace di innovare, ma non grazie all’Italia

I dati presentati oggi dalla Commissione UE sulla capacità di innovare dei Paesi membri è incoraggiante, con un miglioramento costante per il quarto anno consecutivo. Purtroppo però l'Italia non è tra i principali innovatori.

Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione e il quadro di valutazione dell’innovazione regionale 2019 pubblicato oggi dalla Commissione mostrano che i risultati dell’UE in materia di innovazione sono migliorati per quattro anni consecutivi. Per la prima volta in assoluto, l’Europa supera gli Stati Uniti in fatto di innovazione ma continua a perdere terreno rispetto a Giappone e Corea del Sud, mentre la Cina sta recuperando rapidamente. A fare da traino come sempre i Paesi scandinavi, mentre l’Italia è solo nel novero degli innovatori moderati.

Sulla base dei loro punteggi, i paesi dell’UE si suddividono in quattro gruppi di prestazioni: i leader dell’innovazione, gli innovatori forti, gli innovatori moderati e gli innovatori modesti. La Svezia è il leader dell’innovazione nell’UE nel 2019, seguita da Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi. Il Regno Unito e il Lussemburgo sono scesi dal rango più alto di “leader dell’innovazione” al gruppo degli “innovatori forti”, mentre l’Estonia entra a far parte di questo gruppo per la prima volta.

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I leader dell’UE per settore specifico di innovazione sono: Danimarca: risorse umane e ambiente favorevole all’innovazione; Lussemburgo: sistemi di ricerca attrattivi; Francia: finanziamenti e sostegno; Germania: investimenti delle imprese; Portogallo: innovatori per le PMI; Austria: collegamenti; Malta: attività intellettuali; Irlanda: effetti sull’occupazione ed effetti sulle vendite.

L’Italia in generale mostra un forte ritardo un po’ in tutti gli ambiti, con alcune punte di eccellenza, in particolare per quanto riguarda l’innovazione in-house, le applicazioni di design e i processi nel settore delle PMI, mentre quelli più deboli riguardano risorse umane e finanza. In Italia poi si evidenzia come sempre un problema di scarsa penetrazione delle nuove tecnologie e un basso livello di alfabetizzazione informatica, che rallentano l’adozione di soluzioni innovative nel tessuto pubblico e imprenditoriale del Paese.

In media il rendimento innovativo dell’UE è aumentato dell’8,8% dal 2011. Dal 2011 i risultati dell’innovazione sono migliorati in 25 paesi dell’UE. I risultati sono migliorati in misura più marcata per la Lituania, la Grecia, la Lettonia, Malta, il Regno Unito, l’Estonia e i Paesi Bassi, mentre sono peggiorati in modo più drastico in Romania e in Slovenia.

Circa i due terzi della crescita economica dell’Europa negli ultimi decenni sono dovuti all’innovazione. Ogni euro investito dal programma europeo di ricerca e innovazione Horizon Europe può potenzialmente generare un rendimento fino a 11 euro del PIL in 25 anni. Gli investimenti nella ricerca e innovazione dovrebbero generare fino a 100 000 nuovi posti di lavoro nelle attività di ricerca e innovazione tra il 2021 e il 2027.

I dati del quadro europeo di valutazione dell’innovazione e del quadro di valutazione dell’innovazione regionale aiutano gli Stati membri, le regioni e l’UE nel suo insieme a valutare i settori in cui ottengono buoni risultati e quelli che richiedono riforme politiche per promuovere maggiormente l’innovazione. Inoltre, nel quadro dell’analisi del semestre europeo, la Commissione ha recentemente presentato le raccomandazioni specifiche per paese del 2019, che forniscono orientamenti di politica economica a tutti gli Stati membri dell’UE per i prossimi 12-18 mesi. Fra le raccomandazioni di quest’anno la ricerca e l’innovazione hanno un posto di primo piano.