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Google compra i droni che forniscono connettività Internet

Ieri Google ha acquistato Titan Aerospace per un cifra probabilmente superiore ai 60 milioni di dollari. La piccola startup di New Mexico era balzata agli onori delle cronache il mese scorso per l'interesse manifestato da Zuckerberg.

L'idea era quella di sfruttare i droni Solara 60 e Solara 50, una sorta di "satelliti dell'alta atmosfera" alimentati ad energia solare, per portare connettività wireless (fino a 1 Gbps) nelle aree remote, monitorare l'atmosfera e realizzare mapping fotografico. Il tutto sfruttando almeno due caratteristiche chiave di questi veicoli: l'altitudine operativa di 20mila metri e l'autonomia di 5 anni.

Solara

La tecnologia in questione deve essere piaciuta molto anche a Google, e quando alla fine Facebook ha preferito l'inglese Ascenta (per 20 milioni di dollari), si è gettata nella mischia e ha fatto sua la preda. Anche il colosso di Mountain View ha il pallino delle telecomunicazioni e infatti i droni Titan saranno sinergici a Project Loon, il sistema di palloni aerostatici per il wireless broadband. Non è escluso anche che venga tirato in ballo anche Makani, un progetto che riguarda lo sviluppo di droni volanti capaci di generare energia elettrica, grazie a un sistema di pale eolico integrato, e trasferirla al suolo via cavo.

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Secondo Kurt Barnhart, direttore dell'Applied Aviation Research Center della Kansas State University, la scelta di puntare sui droni sarebbe legata anche al fatto che i palloni aerostatici hanno problemi di ingombro e soffrono per il brutto tempo. Per altro i Solara si alimentano con i raggi solari e sono molto più ecologici.

I droni Titan Aerospace hanno anche un grande potenziale sotto il profilo commerciale per Google: possono scattare foto in alta risoluzione, trasportare sensori di vario genere e supportare servizi a terra. In caso di disastro ambientale potrebbero essere strumenti utilissimi per far fronte alle emergenze. 

@dariodelia74