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Google, Facebook e Microsoft campioni stellati della privacy

I campioni della privacy sono Microsoft, Google, Facebook, Apple, Dropbox, e Yahoo. Incredibile ma vero, sono queste le aziende che hanno ottenuto il massimo dei voti per quanto riguarda la protezione dei dati personali dallo sguardo indiscreto del governo statunitense. Ad assegnare il premio è stata la prestigiosa e autorevole Electronic Frontier Foundation (EFF).

Una cosa che a prima vista lascia un po' perplessi: la EFF è da anni in prima linea per quanto riguarda la difesa della privacy e gli attivisti di tutto il mondo la considerano un punto di riferimento, e sorprende quindi che assegni un riconoscimento che generalmente ricevono aspre critiche su questo aspetto.

Il report "Who has your back" cerca di valutare il modo in cui le società proteggono i propri clienti dalle richieste governative, e le valuta secondo criteri precisi: se chiede che ci sia l'ordine di un giudice, se informano il pubblico sulle richieste ricevute, se pubblicano rapporti di trasparenza, se pubblicano linee guida sulla gestione legale della privacy, se difendono o hanno difeso (in tribunale e nelle aule politiche) la privacy degli utenti e se si oppongono pubblicamente alla sorveglianza globale.

Tutte cose che le aziende citate hanno fatto e fanno abitualmente, ed ecco spiegato il perché delle sei stelle assegnate dalla EFF. L'associazione sottolinea anche che rispetto al 2013 si sono visti grandi miglioramenti – conseguenza dello scandalo noto come Datagate, che ha portato molti consumatori a guardare con meno fiducia a queste società.

Quasi tutte hanno fatto grandi passi avanti ma ci sono ancora ragioni per preoccuparsi: Snapchat per esempio ha ottenuto una sola stella; anche Amazon resta indietro, nonostante sia una società in possesso di dati molto sensibili riguardo ai propri utenti. Apple e Yahoo, al contrario, sono quelle che hanno fatto segnare gli avanzamenti più rilevanti, passando da due a sei stelle. Ottimo anche il progresso di Microsoft – che tuttavia aveva già quattro stelle l'anno scorso.

Tutto ciò significa che possiamo stare tranquilli? Purtroppo no: abbiamo saputo proprio di recente, per esempio, che la NSA ha un accesso privilegiato ai dati salvati su Microsoft OneDrive, o che i loro agenti manipolano sistematicamente l'hardware di produzione statunitense.

Due dettagli che sono solo la punta dell'iceberg: la privacy del cittadino non è mai stata fragile quanto lo è oggi, e non saranno certe le stelline della EFF a cambiare questa realtà. Il report pubblicato dall'associazione è impeccabile, i criteri sono oggettivi e le società ne escono bene. Ma non è il caso di farsene accecare, a meno che non si voglia cancellare con un colpo di spugna tutto ciò che abbiamo visto e sentito nell'ultimo anno.