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I LED ci scombussolano il cervello, spegniamoli

Le luci LED bianche alterano il cervello umano, in particolare per quanto riguarda i bioritmi. Una scoperta che potrebbe avere conseguenze di ampia portata, almeno quanto la diffusione di questa tecnologia – che già oggi è praticamente ovunque.

Una (non molto) rilassante lampada da lettura

Il problema sarebbe in particolare nella parte blu dello spettro nei LED bianchi, che secondo alcuni avrebbe un effetto destabilizzante sul ritmo circadiano, quello cioè che segue il nostro corpo nell’arco di 24 ore. Le alterazioni del ritmo circadiano sono direttamente collegate a problemi di salute piuttosto seri, che vanno dall’obesità al cancro.

La luce blu ha un effetto sulla melanospina, una proteina presente in alcune cellule fotosensibili negli occhi. Le stesse cellule che “dicono” al cervello come regolare il ritmo circadiano. La melanospina è più sensibile a frequenze tra i 440 e i 460 nanometri (tra il blu e l’indaco), ed ecco perché i LED bianchi possono influenzare il nostro cervello. Emettono infatti luce blu a circa 450 nm, che insieme a quella gialla forma la luce bianca.  

L’esposizione alla luce blu porta poi a una riduzione dei livelli di melatonina, un ormone legato al ritmo circadiano e che tra le altre cose determina l’equilibrio tra le ore di veglia e quelle di sonno.

Considerati questi fatti Abraham Haim dell’Università di Haifa propone che tutti i sistemi di illuminazione esterna siano privi di luci con lunghezze d’onda inferiori ai 540 nm, “per ridurre gli effetti della riduzione della melatonina e l’alterazione del ritmo circadiano in umani e animali”. 

Parallelamente il ricercatore vorrebbe che i produttori di lampade scrivessero sulla scatola la lunghezza d’onda della luce, così da favorire la consapevolezza dei consumatori. In altre parole, in nome della salute sarebbe meglio accantonare i LED.

Ritmo circadiano – Clicca per ingrandire

Resta ancora da determinare in che misura la luce blu porti a una riduzione della melatonina, e per questo altri credono che sia meglio un approccio più cauto, come per esempio Mark Rea, direttore del Lighting Research Center presso il Politecnico di Rensselaer di Troy (N.Y., USA).

Sta di fatto che i sistemi d’illuminazione a LED sono ormai praticamente dovunque, a cominciare dagli schermi di TV,  monitor per computer e dispositivi portatili. Non possiamo ancora affermare che le lampade a LED portino a disturbi del sonno, ma intanto possiamo fare un po’ di attenzione. Anche a questo.