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I quattro nuovi elementi della tavola periodica

La tavola periodica degli elementi si è recentemente arricchita degli elementi 113, 115, 117 e 118. Quattro nuovi elementi chimici per i quali sono stati ufficialmente proposti i nomi di nihonium, moscovium, tennessine e oganesson, dai luoghi dove sono stati scoperti e come omaggio a un celebre scienziato.

La tavola periodica degli elementi ha quattro nuovi membri che si chiamano nihonium, moscovium, tennessine e oganesson. La loro scoperta è certificata dallo scorso gennaio, quando si chiamavano semplicemente 113, 115, 117 e 118 – il loro numero atomico.

I nomi di questo nuovo quartetto sono stati proposti ufficialmente dalla IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry). Ora ci sarà una discussione di cinque mesi prima dell'approvazione definitiva. L'elemento 113 è il nihonium, ha simbolo Nh e il suo nome si deve al termine giapponese Nihon, che è uno dei termini che significa appunto Giappone – Paese dove è stato scoperto questo elemento.

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L'elemento 115 è il Moscovium, simbolo Mc, mentre il 117 è il Tennessine con simbolo Ts. Entrambi questi elementi devono il proprio nome al luogo dove sono stati scoperti, il Joint Institute for Nuclear Research, Dubna (Russia), e il Tennessee; in particolare hanno collaborato l'Oak Ridge National Laboratory, la Vanderbilt University e il Lawrence Livermore National Laboratory.

Quanto all'elemento 118, il nome proposto è oganesson, con simbolo Og. Il nome in questo posto è un riconoscimento al professor Yuri Oganessian, il cui contributo è stato determinante per la ricerca di nuovi elementi.

Tutti questi elementi non si trovano in natura ma sono stati creati tramite un acceleratore di particelle, e sono esistiti per un tempo brevissimo come risultato dello scontro tra altre particelle. Come altri elementi superpesanti creati in questo modo, anche questi hanno subito un rapido decadimento lasciando agli scienziati solo il tempo per le necessarie misurazioni e analisi.

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I quattro nuovi elementi vanno a completare la settima riga della tavola periodica degli elementi, un'immagine che tutti noi abbiamo visto almeno una volta e che è nota anche come tavola di Mendeleev, dal nome del chimico russo che la pubblicò nel 1869 – anticipando di poco il collega tedesco Meyer. Una tabella che nacque con diversi spazi vuoti, proprio perché grazie ad essa è possibile prevedere l'esistenza di elementi che non ci sono ancora noti.

Rappresentò una svolta determinante per l'evoluzione della conoscenza scientifica, ed è ancora oggi uno dei più potenti simboli e strumenti che abbiamo a disposizione. La periodicità delle proprietà degli elementi è infatti una sorta di "punto fisso" che ha permesso di portare avanti ricerche in moltissimi altri ambiti.

L'introduzione della tavola periodica è un momento fondamentale, determinante per lo sviluppo di tutta la Chimica, e successivamente la Fisica che sarebbero seguite. Alcuni di noi la ricordano al centro di noiose lezioni scolastiche, eppure senza di essa non avremmo né computer né meccanica quantistica (e molte altre cose).

Altri invece sono consapevoli della sua importanza, e qualcuno ne tiene una appesa in casa come decorazione, magari è stampata sulla tenda da doccia. Queste persone saranno deliziate dalla novità, anche se tra qualche mese si vedranno costretti ad aggiornare la loro copia. 

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