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Il canone Rai aumenta, questa non è la soluzione

Il Canone Rai costerà di più nel 2011. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha firmato un decreto che incrementa la tassa sul possesso di un apparecchio televisivo o comunque dotato di sintonizzatore (per maggiori dettagli potete leggere la pagina su Wikipedia) da 109 a 110,5 euro. “L’importo è stato adeguato di 1,5 euro, tenendo conto, ai sensi di legge, dell’inflazione programmata”, ha spiegato il Ministro.

Aumentare l’importo non risolve però tutti i mali. Come evidenziato recentemente, l’evasione del Canone TV è di circa 600 milioni di euro all’anno. Secondo la RAI e i vertici di Governo la soluzione per frenarla occorre legare il canone ad altre bollette, come quella elettrica (Romani: canone RAI nella bolletta dell’elettricità).

Davide Caparini della Lega Nord ha dichiarato che “la maggioranza e la politica hanno perso ancora una volta l’occasione di abolire il canone Rai e rivedere i criteri di finanziamento del servizio pubblico”. Più duro Benedetto della Vedova, di Futuro e Libertà, “anziché aumentare le tasse, Romani avrebbe dovuto chiedere conto alla Rai della scelta suicida di togliere i suoi programmi da Sky, rinunciando a 50 milioni annui e al relativo introito pubblicitario”.

Nel frattempo la Rai ha comunicato di aver chiuso il bilancio 2010 in rosso per 108 milioni. “Nell’odierna seduta, il Consiglio di Amministrazione della Rai, su proposta del Direttore Generale Mauro Masi, ha approvato il budget economico che prevede un risultato positivo di oltre 20 milioni di euro nel 2011″.

“La Rai sta perseguendo gli obiettivi economici previsti nel percorso di Piano Industriale 2010-2012 approvato nel maggio scorso e, contemporaneamente, sta consolidando il progetto di sviluppo e ampliamento della propria offerta televisiva che è passata da tre a quattordici canali  diventando il più ricco bouquet di canali free europeo”.

“Gli interventi di Piano Industriale, che hanno carattere strutturale e  come obiettivo quello di migliorare anche l’attuale situazione finanziaria aziendale, si completeranno nel 2012, anno nel quale è previsto un pareggio di bilancio nonostante l’aumento dei costi dei diritti sportivi, come gli Europei di Calcio e le Olimpiadi, che il Servizio Pubblico continuerà ad offrire ai propri utenti”, si legge in una nota di Viale Mazzini.