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Il primo esperimento italiano di overclock con azoto liquido

Pagina 1: Il primo esperimento italiano di overclock con azoto liquido

Mai sognato di vivere al Polo Nord?

Questo articolo è il resoconto di un esperimento svolto dai laboratori congiunti di Tom’s Hardware Italia, PcTuner e Crio Team. L’obbiettivo era quello di effettuare il primo test di azoto liquido in Italia, con l’intenzione di mantenere l’hardware abbondantemente sotto zero per un certo numero di ore.

Abbiamo selezionato i migliori componenti e li abbiamo messo sotto torchio, in condizioni estreme e ovviamente, irriproducibili senza preparazione e attrezzatura. L’azoto è un elemento pericoloso, e a maneggiarlo è stato, per tutta la durata dell’esperimento, un professionista certificato.

Diffidiamo chiunque dal tentare di ripetere l’esperienza senza il supporto di uno staff professionale, che manipoli l’azoto e soprattutto che detti le procedure di sicurezza.

Lascio la parola a Luigi Mango di PCTuner, che ci racconterà retroscena e risultati dell’esperimento. Riprenderò la parola nell’ultima pagina per le dovute conclusioni!

Solo 7 mesi fa, spinti dalla curiosità, provavamo con successo il raffreddamento a CO2: vedere i -70°C, ma soprattutto riuscire a gestirli, era per noi una sfida affascinante, da accettare e portare fino in fondo.
Credevamo di poter migliorare le nostre esperienze di overclock, avevamo affinato l’esperienza della coibentazione e della gestione del freddo nelle parti critiche della scheda madre, ma ben presto ci siamo resi conto che quella temperatura non bastava per le nostre esigenze.
Sapevamo sin dall’inizio che saremmo approdati entro breve tempo all’azoto liquido, ma non era facile. Maneggiare l’azoto richiede attenzione e cura meticolosa dei particolari, eravamo ben consapevoli della pericolosità e dei rischi. Sapevamo infine che nonostante le tante – forse troppe – voci nessuno in Italia lo aveva mai provato ufficialmente. E quest’ultimo particolare ci ha dato ulteriori motivazioni: potevamo forse non accettare anche questa sfida?
Sia chiaro, non ci interessava nessun tipo di record, il nostro scopo era solo quello di imparare a gestire l’LN2 in modo sicuro e continuativo.
Sapevamo che all’estero i migliori overclocker mondiali usano l’azoto liquido abitualmente, cosa mancava a noi, come gruppo italiano, per non fare lo stesso?

Iniziammo ad organizzarci a marzo; abbiamo avuto la fortuna di incontrare sulla nostra strada due realtà che, come noi, erano desiderose di provare questa esperienza, ovvero Toms Hw Italia e il Cryo Team di Roma, entrambe assolutamente competenti nel loro settore. Ed è stato proprio questo sodalizio che ci ha permesso di affrontare al meglio questo "evento".

Come sempre, in sintonia con la nostra filosofia di lavoro, non ci interessava sfruttare l’azoto solo per pochi minuti, per ottenere un record di "facciata". Ci interessava il controllo del freddo e la sua applicazione sulle diverse componenti. Proprio per questo abbiamo voluto raffreddare sia la CPU sia la scheda grafica.