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Italiani musoni e teledipendenti, dicono Twitter e Facebook

Gli italiani sono di cattivo umore da mesi, e 71 milioni di tweet lo dimostrano. Questo è uno degli aspetti sottolineati dall'analisi di Vincenzo Cosenza, presentata in occasione della conferenza State of The Net –  nella quale si è raccontato come si usa la Rete nel nostro paese. Ne è emerso un panorama incoraggiante, seppure dai toni chiaroscuri.

A proposito di social network, per quanto riguarda Facebook è interessante il fatto che chi segue una pagina con un "mi piace" spesso poi la trascura. Le pagine con più fan, infatti, non corrispondono sempre con quelle che contano il maggior numero d'interazioni (mi piace, commenti, condivisioni).

Una brutta notizia per chi non fa che inseguire il maggior numero di fan, ma poi non riesce a tenersi in contatto con loro. Come per esempio la pagine di alcuni grandi marchi, vedi Nutella e Coca Cola: quasi tre milioni di fan la prima e più di due la seconda, ma nessuna si è piazzata tra le pagine migliori per interazioni.

Facebook come Twitter in ogni caso sono luogo di conversazioni di ogni genere, dalla serietà della politica, che batte sempre banco, ad argomenti più faceti, come gli spettacoli televisivi più alla moda. La Rete italiana è quindi sana e moderna, certo, ma è curioso che la si usi per parlare tanto della vecchia televisione. Tanti dicono di odiarla a morte, ma pochi riescono a liberarsene.

Pagine con più interazioni – clicca per ingrandire

Politica, televisione, un paio di radio e sport. Ecco di cosa parlano gli italiani online; più o meno come accade durante i pranzi domenicali con le famiglie riunite, o la sera al bar. Ma c'è un nome che si stacca da tutti gli altri, ed è quello di Beppe Grillo, che ha fatto segnare un numero impressionante: ben 14,3 milioni di interazioni su Facebook, più del doppio rispetto al secondo classificato (La Repubblica).

 

Le parole di Twitter – clicca per ingrandire

Su Twitter invece si è parlato più di Sanremo2013, Elezioni 2013, Berlusconi, e Serviziopubblico, tra le altre cose. Il social network da 140 caratteri ci dice tuttavia una cosa più interessante: l'analisi dei dati infatti indica che generalmente in Italia prevale il cattivo umore, e che solo due momenti hanno interrotto una processione di musoni. Si tratta di Capodanno e San Valentino: i bagordi e l'amore, a quanto pare, ci danno ancora qualche momento di allegria.

Insomma, l'Italia è un paese di facce lunghe e di gente arrabbiata. Gente che riesce a uscire dalla spirale negativa giusto durante una cena romantica o una festa di quelle memorabili. Per il resto, se ne stanno su Facebook a commentare i post di Beppe Grillo, o su Twitter a parlare di televisione. Non proprio un bel quadretto, e viene da sperare che quest'analisi stia tutta sballata, o che si tratti del Paese sbagliato.