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La Cina contrattacca: fuori i server IBM dalle nostre banche

Il governo cinese sta chiedendo alle banche di eliminare i server IBM.

La Cina sta prendendo in considerazione la possibilità di sbattere fuori IBM dalle proprie banche. I server forniti da International Business Machines, IBM appunto, metterebbero a rischio la sicurezza del settore finanziario.

Le agenzie governative stanno già chiedendo alle banche di sostituire i server IBM con quelli prodotti da una società cinese. Al momento si parla di test, stando alle fonti anonime citate da Bloomberg. Continua così il botta e risposta tra Pechino e Washington, che si scambiano ormai da tempo accuse di spionaggio digitale più o meno fondate.

Jeff Cross, portavoce di IBM, ha dichiarato che l'azienda non è al momento al corrente di alcuna raccomandazione riguardo i propri server. Il colosso dell'informatica, però, difficilmente resterà a guardare mentre i due paesi lo usano come moneta di scambio. Ci sono in gioco contratti milionari e IBM ha già investito moltissimo in Cina.

Secondo i reporter i risultati saranno vagliati direttamente dal presidente cinese Xi Jinping. Le grandi banche del paese asiatico non hanno tuttavia rilasciato commenti riguardo a queste indiscrezioni, ma si è dichiarato Duncan Clark, presidente di una società pechinese che offre consulenza alle società hi-tech: "la Cina non ha più bisogno delle aziende statunitensi come accadeva un tempo".

Difficile non vedere in tutto questo una rappresaglia: prima Washington ha denunciato per spionaggio cinque militari cinesi, e poi ha cominciato a negare il visto d'ingresso agli hacker che vengono dal paese asiatico.

Il Dipartimento di Stato USA ritiene però che le reazioni siano ingiustificate: la portavoce Jen Psaki ha infatti dichiarato che "ci aspettiamo che il governo cinese comprenda che l'annuncio del 19 maggio del Ministero della Giustizia riguarda un'indagine su individui che hanno rubato proprietà intellettuale da società statunitensi. Esso non offre, secondo il nostro punto di vista, alcuna giustificazione per rappresaglie contro le aziende degli Stati Uniti o il governo USA".

Difficilmente però gli ufficiali cinesi si troveranno d'accordo. Oltre a IBM, poi, vale la pena ricordare che anche Microsoft è in difficoltà, visto che il governo di Pechino ha messo al bando Windows 8 – anche in questo caso si tratta ufficialmente di questioni di sicurezza informatica. "Il governo cinese è in una posizione di forza data dalle rivelazioni di Snowden", ha commentato ancora Clark. "Se gliene date l'occasione favoriranno i marchi locali aggressivamente".

A conti fatti, quindi, sembra proprio che spionaggio e sicurezza informatica si siano trasformati in strumenti della concorrenza economica tra i grandi poteri del mondo. "C'è ovviamente un elemento politico", ha infatti commentato Richard Fichera, analista di Forrester Research.