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L’AI di Deepmind sposa il mondo gaming di Unity

Deepmind e Unity si uniscono per creare terreni di allenamento per le Intelligenze Artificiali. O almeno questo è quanto si intuisce dallo scarno comunicato stampa diffuso in giornata. Deepmind è una controllata di Alphabet (che possiede anche Google) specializzata nello sviluppo di Intelligenza Artificiale, mentre Unity è la società che crea l'omonima piattaforma di sviluppo […]

Deepmind e Unity si uniscono per creare terreni di allenamento per le Intelligenze Artificiali. O almeno questo è quanto si intuisce dallo scarno comunicato stampa diffuso in giornata. Deepmind è una controllata di Alphabet (che possiede anche Google) specializzata nello sviluppo di Intelligenza Artificiale, mentre Unity è la società che crea l'omonima piattaforma di sviluppo 3D, sulla quale sono basati giochi come Deus Ex: The Fall, Assassin's Creed: Identity, Monument Valley, Pokemon Go, Rust e molti altri.

L'accordo "permetterà lo sviluppo di ambienti virtuali e attività a supporto del programma di ricerca AI dell'azienda", spiega il comunicato stampa. Il che non è molto, ma abbastanza per ipotizzare che Unity si occuperà si creare mondi virtuali specificamente per l'addestramento e lo sviluppo delle AI, sfruttando l'esperienza nel mondo dei videogiochi.

Videogiochi che sono già stati usati molte volte in questo settore di ricerca, come ricorda anche l'AD di Deepmind Demis Hassabis: "I giochi e le simulazioni sono una parte fondamentale del programma di ricerca di DeepMind sin dal primo momento e questo approccio ha già portato a risultati significativi".

Possiamo senz'altro immaginare grandi ambienti virtuali, studiati per essere simili alla realtà come la conosciamo, realizzati con Unity. E al loro interno agenti virtuali che si addestrano a eseguire un certo compito, come per esempio far camminare un corpo umano in posizione eretta senza cadere a ogni passo (non è facile).

Oppure potrebbe essere un cane che impara a riprendere il bastone, come in un video mostrato dal VP di Unity Danny Lange. Un caso particolarmente rappresentativo, visto che il cane virtuale all'inizio non sapeva nemmeno come muoversi, ma alla fine ha imparato a farlo all'interno dell'ambiente digitale, e ha preso il bastone con denti che poco prima non sapeva di avere.

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Demis Hassabis (Wikimedia)

Lange è convinto che ambienti virtuali avanzati unite al machine learning possano effettivamente portare a una svolta nella progettazione industriale. "Puoi provare migliaia di diversi design in migliaia di diverse famiglie virtuali che vivono in una casa", ha detto per fare un esempio. Secondo il dirigente, poi, entro cinque anni questo approccio potrebbe permettere di simulare migliaia di esperimenti chimici, "se non altro" per ridurre poi il numero di veri esperimenti da fare in un vero laboratorio.

Lange ricorda poi che far funzionare il motore grafico su sistemi AI composti da migliaia di server è una cosa completamente diversa da quanto hanno fatto finora con PC, console e smartphone. Ed è assolutamente necessario, come ci ricorda ancora con l'esempio del cane: "se addestro migliaia di cane per 24 ore a 10mila frame al secondo, allora quei cani faranno delle cose pazzesche". E alla fine almeno uno di essi finirà per prendere il bastone, saltare dentro a un cerchio e in un modo o nell'altro essere il cane che avete sempre sognato.