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Laurel or Yanni, la spiegazione del nuovo tormentone

Tra le cose più popolari degli ultimi giorni, forse la più popolare, c'è un curioso file audio. Il file dura pochi secondi e contiene la pronuncia computerizzata del sostantivo inglese laurel (alloro). Moltissime persone tuttavia sentono invece Yanni. Anzi, a seconda di cosa usate, cuffie o altoparlanti, potreste sentire uno o l'altro termine. Come nel […]

Tra le cose più popolari degli ultimi giorni, forse la più popolare, c'è un curioso file audio. Il file dura pochi secondi e contiene la pronuncia computerizzata del sostantivo inglese laurel (alloro). Moltissime persone tuttavia sentono invece Yanni. Anzi, a seconda di cosa usate, cuffie o altoparlanti, potreste sentire uno o l'altro termine.

Come nel caso del famoso vestito, che non si capiva se fosse blu o bianco, anche con questo file audio c'è una questione legata alla percezione umana.

A quanto pare la storia risale al 2011: una studentessa doveva usare la parola laurel e, incerta sulla pronuncia, usò il sito citato scoprendo di sentire "yanni". Pensò bene di consultare amici e conoscenti, anche tramite i social. Poi è finito sul canale reddit Black Magic Fuckery – dove tra l'altro si trovano tante altre cose ancora più affascinanti. "Laurel or Yanni" oggi sta diventando un fenomeno globale.

Ma perché alcuni sentono una parola diversa? La spiegazione è più semplice di quanto potrebbe sembrare, ma si compone di diversi elementi. Prima di tutto, mancano dei pezzi. Abbiamo una parola non inserita in una frase, e senza intonazioni particolari (una scelta esplicita). Inoltre, trattandosi di audio, manca tutta la parte di linguaggio non verbale. Senza contesto è più difficile capire qualsiasi cosa.

È una cosa che potrebbe capitare a chiunque di noi in qualsiasi lingua, con due parole che condividono buona parte dei fonemi. Non è un'illusione quindi ma una questione di ambiguità: in casi come questo, il cervello non ha informazioni sufficienti per comprendere in modo definitivo. E così, in un certo senso, tira a indovinare; come fa notare lo scienziato Lars Reicke su The Verge, è l'equivalente sonoro del classico vaso di Rubin (vedi immagine).

Sì ma perché a volte la stessa persona sente laurel e altre volte yanni? Qui entrano in gioco le frequenze e l'aspettativa, continua Reicke. La variazione può dipendere da cosa state usando per ascoltare l'audio, un dispositivo potrebbe riprodurre meglio le alte frequenze o farvi sentire "yanni". Un altro potrebbe invece portarvi a sentire "laurel".

Rubin2[1]

In buona parte a pesare è anche che cosa vi aspettate di sentire. Un'aspettativa che a sua volta può essere influenzata dalla vista, se all'audio è associata un'immagine specifica. Pesa anche l'età: invecchiando perdiamo la capacità di sentire le alte frequenze, e quindi i più anziani di noi potrebbero sentire solamente "laurel". Un fenomeno che si può simulare ascoltando il file dopo aver modificato il mixer: togliendo le frequenze alte o quelle basse sentirete rispettivamente sempre "laurel" o sempre "yanni".

Infine, è rilevante anche il fatto che la registrazione in questione non è particolarmente pulita. La bassa qualità contribuisce a far "perdere dei pezzi" e rende più difficile distinguere tra un suono e l'altro. Nel caso specifico, tra la "y" e la "l" è facile confondersi, in inglese.

Insomma, non è il caso di perderci la testa né di mettersi a discutere. Una risposta giusta non esiste, ed è perfettamente possibile che Tizio senta "laurel" e Caio invece senta "yanni". Tutte e due le risposte vanno bene, e speriamo che i nostri due amici lo vengano a sapere prima di mettersi a litigare.