Spazio e Scienze

Minatore spaziale, la professione del futuro!

Caccia agli asteroidi, esopianeti simili alla Terra, missioni sulla Luna: le nostre prospettive si stanno espandendo a tal punto che fra non molto finiremo per svolgere lavori di cui non avremmo mai ipotizzato nemmeno l'esistenza. Uno su tutti è quello del minatore spaziale.

Non è una battuta, è un dato che esce da uno studio di Copernico Radar, l'osservatorio smart di Copernico sul mondo del lavoro, e che fa capire come lo Spazio – che oggi sembra un panorama lontano, che non avrà mai a che fare con la nostra quotidianità e che per qualcuno è persino un investimento inutile – sarà una culla delle professioni del futuro.

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Del resto non è una sorpresa che le competenze di evolvano nel tempo, e che come sottolinea Carola Adami, Ceo di Adami & Associati, "tutto è destinato a mutare, il che vuol dire che nessuno, con le competenze di oggi, può sperare di poter fare al meglio il proprio mestiere anche tra una decina d'anni".

Altrimenti detto, le tradizionali competenze non scompariranno del tutto, ma il rimpasto generale che sarà spinto dal progresso tecnologico, dall'esplorazione spaziale e da altri fattori porterà necessariamente a farle evolvere. E fra le altre spunta quella del minatore, un professione dura, umile, poco riconosciuta e sempre meno praticata nei paesi più sviluppati, che invece in prospettiva promette di essere molto redditizia.

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Il progetto lussemburghese

Sì, perché non si scaverà nelle vecchie miniere di carbone qui sulla Terra, ma sui corpi celesti nello Spazio, che nascondono al loro interno ricchezze immense. Secondo lo studio di Copernico Radar a partire dal 2030 questa professione sarà già richiestissima. E probabilmente molti che oggi non sarebbero disposti a lavorare in miniera qui sulla Terra lo saranno a farlo su Marte, sulla Luna, su un asteroide o su un pianeta lontano, se e quando ci arriveremo.

Perché così si avrà la possibilità di essere anche un po' cosmonauti e non solo dei minatori, perché ci sarà il fascino dell'avventura e dell'esplorazione, e perché le missioni saranno almeno all'inizio talmente rischiose da giustificare stipendi molto alti – compensati dal valore dei materiali estratti.

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La missione NASA OSIRIS-Rex

Molti avranno punti di vista differenti sul fatto che questa opportunità sia un progresso o un ritorno al passato, e in effetti è una domanda che è lecito porsi. La risposta come spesso accade non è univoca o scontata: da una parte l'esplorazione è nel nostro DNA ed è quella che ci ha permesso di evolvere fino ad ora. Dall'altra esplorare lo Spazio e organizzare missioni (magari per raggiungere gli esopianeti un giorno, chissà) costa molto, gli enti statali non possono permettersi di sostenere da soli la spesa. Quelli privati sono disposti a contribuire, se vendono possibilità di ritorno degli investimenti e di arricchimento. Queste possibilità sono prima di tutto l'estrazione mineraria.   

Ovviamente le professioni "spaziali" non si fermano qui: qualche tempo fa vi avevamo parlato di guide turistiche spaziali, progettisti e architetti di realtà virtuale, e altro. Tenetevi informati!