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Murdoch si piega a Google: nell’editoria non c’è scelta

Rupert Murdoch ha perso la battaglia contro Google: gli articoli delle testate The Times e Sunday Times saranno nuovamente indicizzati dal motore di ricerca. A distanza di due anni dalla scelta di abbandonare Google, l'editore News Corp. ha deciso di invertire la marcia. Tutti i contenuti pubblicati sulla versione digitale di The Times continueranno a essere a pagamento, ma gli estratti iniziali compariranno del motore di ricerca di Mountain View.

In verità a tutti è stato chiaro fin dall'inizio che non avrebbe potuto funzionare. La dimostrazione è che tra giugno 2010 e novembre 2010, praticamente il primo periodo dopo l'uscita da Google, The Times dovette accettare di buon grado la perdita di 4 milioni di utenti unici. Ancora peggiore il dato della pagine viste, che come tutti ben sanno sono quelle che interessano al mondo della pubblicità. Ebbene, la testata riuscì a passare dai 41 milioni di pageview di maggio ai 4 milioni di settembre. Da allora la situazione si è stabilizzata ma in ogni caso le vendite degli abbonamenti digitali (circa 126mila) non sono riuscite a controbilanciare il crollo della carta stampata.

Murdoch

La lezione ricevuta da News Corp. – e fondamentalmente dall'intero settore dell'editoria – è che non si può prescindere da Google. Non avere pagine indicizzare vuol dire non esistere. È il traffico che veicola Google quello che conta. Certo è una notizia preoccupante, che anche le Authority del mercato hanno difficoltà a maneggiare, ma questa è la realtà.

Per altro appare davvero inspiegabile la scelta di Murdoch sopratutto se si considera che il Wall Street Journal è a pagamento ma pur sempre indicizzato da Google. Forse hanno voluto fare un test con un quotidiano importante senza mettere a rischio i migliori del portfolio. Resta il fatto l'esperimento è andato male.

"Il traffico che proviene da Google porta lettori che spesso non leggono neanche un articolo e vanno via. Questo è il traffico di peggiore valore per noi… l'impatto economico (di non avere contenuti indicizzati da Google) non è così grande come pensate. Si può sopravvivere senza", disse ai tempi della rivoluzione Jonathan Miller, chief digital officer di News Corp.