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Netflix, l’ex AD Marc Randolph svela qualche piccolo segreto

L'ex AD di Netflix Marc Randolph ha svelato alcuni retroscena del sistema di raccomandazione dei titoli e altri dettagli.

Il co-fondatore, nonché ex AD, di Netflix Marc Randolph ha svelato in una recente intervista rilasciata a Business Insider che gli algoritmi che suggeriscono i titoli da vedere agli abbonati sono più furbi di quanto si possa credere. Fin dai tempi del servizio di noleggio DVD il motore online di raccomandazione “Cinematch” non si basava solo sui gusti del cliente ma anche sulle esigenze commerciali dell’azienda.

Come racconta nel suo nuovo libro “That Will Never Work: The Birth of Netflix and the Amazing Life of an Idea” Netflix spesso ha spinto alcuni titoli invece che altri perché era nel suo interesse. E secondo Marc Randolph oggi è probabile che avvenga lo stesso. Cinematch metteva in gioco gusti e inventario.

“Abbiamo dovuto trovare un modo per raccomandare articoli che non erano quelli normali a cui tutti pensavano, ovvero le nuove uscite, ma quelli che sarebbero potuti piacere ancora di più e comunque presenti in magazzino o con un miglior margine”, ha detto Randolph. “Penso – ma non faccio parte dell’azienda ora – che la cosa non sia mai cambiata“.

Persino il sistema di valutazione dei titoli ha richiesto un attento studio. Quando Netflix ha iniziato a consentire agli utenti di esprimersi con recensioni positive e negative ha poi aggregato i risultati per iniziare a prevedere quali nuovi titoli sarebbero potuti piacere a certi gruppi di persone.

“Quello stupido sistema di classificazione a stelle è stata fonte di centinaia di ore di discussioni”, ha scritto Randolph nel suo libro. “Non sono mai state condotte più battaglie su meno pixel”. Oggi è scomparso è c’è un più semplice sistema basato su pollice su e pollice giù.

L’ex AD dell’azienda – ha lasciato nel 2002 ogni incarico – sostiene che la piattaforma di raccomandazione sia stata certamente ulteriormente affinata ma che la sostanza non sia stata intaccata. D’altronde come svela Business Insider, Netflix può contare su più di 2000 community di esperti che concorrono nella strategia. L’azienda fa previsioni sulla ricettività dei contenuti, personalizza le home in base all’utente, cambia persino le locandine in relazione ai gusti e nel tempo.

Sebbene Marc Randolph sia fuori dai giochi da tempo, anche l’utente medio può accorgersi di quale malizia sotterranea. Spesso vi sono titoli nuovi molto scadenti che vengono visualizzati nella home principale come se fossero imperdibili, ma se si scandagliano le uscite sulle community specializzate si scopre che vi sarebbero ben altri titoli più importanti a cui dare viabilità. Ad esempio su Netflix Lovers Italia il punto sulle novità mensili spesso svela decine e decine di titoli che sembrerebbero accessibili esclusivamente tramite il motore di ricerca interno. Inoltre capita non di rado di essere attirati da una locandina e trovarsi di fronte allo stesso film magari scartato settimane prima per una trama poco avvincente.

Un trucchetto Netflix, ad esempio, con un film come “Good Will Hunting” (Genio Ribelle), è quello di mostrare in copertina Matt Damon e Minnie Driver agli amanti di film sentimentali oppure Robin Williams a quelli appassionati di comicità.