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Pirateria digitale in Italia: una prassi per il 60% degli adulti che vanno su Internet

L'indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia realizzata da IPSOS per FAPAV conferma dati eclatanti.

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Avatar di Dario D'Elia

a cura di Dario D'Elia

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 12/07/2019 alle 12:01
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Il fenomeno della pirateria audiovisiva in Italia negli ultimi tre anni, secondo le analisi condotte da Ipsos per FAPAV, ha interessato 38% dei maggiori di quindici anni con 578 milioni atti illegali. Il segmento più importante è quello digitale e se si calcola solo gli utenti abituali online l'incidenza sale al 60%.

"Nel 2018 si conferma il trend decrescente della pirateria in termini di atti: -8% nell’ultimo anno; -14% rispetto al 2016", scrive FAPAV nella sua indagine 2018. "Se da un lato questo trend è dovuto al rafforzamento delle attività di enforcement e sensibilizzazione del consumatore, dall’altro la crescita dell’offerta legale, sempre più ricca e diversificata, gioca un ruolo cruciale nel cambiamento di abitudini del pirata. Questa tendenza a piratare meno è riscontrabile principalmente nei giovanissimi, un dato importante che testimonia la necessità di proseguire con apposite campagne informative rivolte a quello che si appresta a diventare il pubblico di domani".

I film si confermano il contenuto piratato più spesso e dal maggior numero di persone: riguarda l’87% delle persone (il 33% della popolazione italiana adulta, +3% rispetto al 2017) e oltre la metà degli atti di pirateria (quasi 313 milioni). Nonostante sia il fenomeno più diffuso, la pirateria di film continua a generare meno atti illeciti rispetto agli anni precedenti: -7% rispetto al 2017, -16% rispetto al 2016.

indagine-fapav-pirateria-42359.jpg indagine-fapav-pirateria-42360.jpg indagine-fapav-pirateria-42361.jpg indagine-fapav-pirateria-42362.jpg

"Sostanzialmente stabile l’incidenza della pirateria di serie e di programmi, rispettivamente al 21% e al 20% (si veda Fig. 2)", prosegue FAPAV. "Come avvenuto per i film, anche serie e programmi registrano tuttavia un calo del numero di atti di pirateria complessivi: le serie si attestano a circa 136 milioni di atti illeciti (-4% rispetto al 2017, -14% rispetto al 2016), i programmi si attestano a circa 130 milioni (-15% vs 2017 quando il dato era in crescita, -6% rispetto al 2016). In generale si osserva pertanto una decrescita degli atti di pirateria, ma di entità più limitata rispetto al passaggio tra il 2016 e il 2017".

La tipologia di pirateria più diffusa si conferma quella digitale, che, come lo scorso anno, coinvolge il 33% della popolazione italiana adulta. Pirateria fisica (+1%) e indiretta (+2%) registrano un lieve rialzo rispetto al 2017.

La modalità di accesso più gettonata è l’IPTV (circa il 25%, pari a 5 milioni di individui). Inoltre continua a crescere tra i pirati la soddisfazione per la qualità delle copie piratate, indipendentemente dal canale/modalità di fruizione (download/p2p, streaming, copie digitali): circa il 40% (+10pp vs 2016) si dichiara molto soddisfatto della qualità dei film piratati, circa il 50% sulle serie; la fruizione in streaming rimane quella meno apprezzata. Il 55% dei pirati ha fino a 45 anni, a fronte del 37% sui non pirati.

"L’indagine 2018 ha evidenziato una dinamica di crescita della pirateria relativa agli eventi sportivi live, sia in termini di incidenza (dal 7% del 2017 al 9% del 2018) sia in termini di atti (dai circa 15 milioni del 2017 agli oltre 22 milioni del 2018: +52%)", puntualizza FAPAV. "Lo sport live più seguito attraverso modalità non ufficiali è il calcio (2 pirati su 3), al secondo posto la Formula 1 seguita dal MotoGP. Il forte aumento degli atti di pirateria di eventi sportivi live (+52%) rende questo tipo di contenuto quello che ha visto il maggiore incremento in questi tre anni di ricerche".

Nel complesso, l’impatto combinato della pirateria di film e serie si stima in circa 109 milioni di fruizioni perse nel 2018 (-1% vs 2017, -15% vs 2016), pari ad un danno finanziario per l’industria audiovisiva di circa 600 milioni di euro (-3% vs 2017, -13% vs 2016).

Chi pirata percepisce un "beneficio diretto" derivante dalla propria scelta di fruire di copie di film, serie o programmi non originali, soprattutto in termini di risparmio (nonostante spesso non si tratti di persone in difficoltà economiche). Tale motivazione appare sempre più forte sugli adolescenti (la indica il 45%).

"Per gli adulti (77%) una multa continuerebbe ad essere il metodo deterrente più efficace, sugli adolescenti questo aspetto è invece in calo, a fronte di una crescita dell’efficacia delle denunce (82%) o dell’oscuramento dei siti (80%)", conclude FAPAV. "L’oscuramento dei siti è stato esperito dal 41% dei pirati adulti e 1 su 3 si è rivolto almeno una volta ad alternative legali per la fruizione del contenuto che stava cercando (37%)".

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