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Realtà virtuale

Prime impressioni Oculus Go: comodo e divertente

Abbiamo provato Oculus Go e vogliamo condividere le nostre prime impressioni. Purtroppo, siccome abbiamo avuto alcuni problemi con l'attivazione dell'applicazione Beta prima del lancio, non possiamo proporvi fin da subito la recensione completa, che seguirà nelle prossime settimane dopo un uso prolungato. Tuttavia possiamo già darvi alcuni giudizi, decisamente positivi, su questo nuovo visore di realtà […]

Abbiamo provato Oculus Go e vogliamo condividere le nostre prime impressioni. Purtroppo, siccome abbiamo avuto alcuni problemi con l'attivazione dell'applicazione Beta prima del lancio, non possiamo proporvi fin da subito la recensione completa, che seguirà nelle prossime settimane dopo un uso prolungato. Tuttavia possiamo già darvi alcuni giudizi, decisamente positivi, su questo nuovo visore di realtà virtuale.

Come si configura

La configurazione è a prova di bambino, assolutamente nulla di complicato. Scaricate l'applicazione su uno smartphone Android o iOS. Non serve uno smartphone potente, qualsiasi modello andrà bene.

Avviate l'applicazione e verrete guidati in una procedura passo a passo, che consiste nell'accendere il visore, metterlo sotto carica ed effettuare il login (o nuova registrazione) sul sito di Oculus. Potrete usare tranquillamente un account Facebook per fare il tutto.

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Successivamente vi verrà mostrato come attivare il controller. Dovrete poi accendere il bluetooth sul telefono, se non è già attivo, e inserire la password della rete Wi-Fi a cui è collegato lo smartphone. Questa procedura serve per connettere il visore direttamente a Internet, e farlo così funzionare senza necessità di smartphone.

Successivamente dovrete indossare il visore e, proprio come accade con l'Oculus classico, per PC, un tutorial v'insegnerà come usare il joypad e interagire con il software. L'approccio non è differente rispetto a quello dell'Oculus o del Gear VR, se mai l'avete provato.

Il visore

Indossare il visore è semplice, non troppo differente da un Gear VR, decisamente più comodo rispetto al classico Oculus, soprattutto rispetto ai primi modelli. Si utilizza sempre un'imbracatura elastica, con delle cinghie e del velcro, che possono essere regolate facilmente. Allentate le cinghie ai lati, posizionate il visore sulla faccia, fate passare le cinghie sulla testa e poi tirate quelle laterali, fino a fissarlo bene alla testa.

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La mancanza di cavi e soprattutto di smartphone ha permesso a Oculus di realizzare un visore leggero. Si sente, intendiamoci, ma difficilmente vorrete toglierlo perché troppo pesante.

Il materiale tecnico a contatto con la faccia è leggermente ruvido, e l'imbottitura è comoda, ma non troppo morbida.

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L'azienda ha fatto un buon lavoro quanto a forma e bilanciamento dei pesi. Ben realizzata soprattutto la parte frontale, attorno al naso. L'incavo per quest'ultimo è ampio e rialzato, e ciò significa che il naso sarà ben fuori dalla maschera, con due effetti positivi: non peserà sul naso e il vostro respiro non appannerà le lenti. Questi sono due difetti molto sentiti con la maggior parte dei visori, e nonostante siano comportamenti legati alla fisionomia personale, succede abbastanza spesso di sentire commenti come "mi pesa sul naso" o "mi chiude il naso", o ancora, "mi si appannano le lenti".

In questo caso non c'è alcuno di questi difetti, almeno per quanto lo abbiamo provato fino ad ora.

Il joypad

Il joypad è anch'esso molto leggero, fin troppo, al punto tale che è consigliabile mettere il laccetto di sicurezza. Si alimenta con una batteria AA (inclusa nella confezione), ed è composto da un pad sensibile al tocco che si può anche premere, da un grilletto anteriore e due pulsanti.

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Non abbiamo notato problemi nel funzionamento, è sufficientemente preciso, e nel caso di perdita del tracking, per centrare la visuale basta tenere premuto (in ogni momento) il pulsante di home, cioè quello sotto, che serve anche per aprire il menù principale. L'altro pulsante ha una funzione "indietro".

Autonomia

Non abbiamo ancora abbastanza ore di esperienza per darvi un dato definitivo sull'autonomia. Di certo possiamo immaginare che dopo un'oretta d'uso continuativa del visore, è anche consigliabile toglierlo e far riposare un po' gli occhi, quindi l'ora e mezza circa indicata da Oculus potrebbe essere sufficiente per la maggior parte degli scenari d'uso. Durante la riproduzione di video, ad esempio usando Netflix, l'autonomia dichiarata arriva fino a circa due ore e mezza, sufficiente per guardare un film lungo.

Abbiamo però qualche dubbio: nelle sessioni di poco più di un paio d'ore ciascuna che abbiamo fatto, la comodità d'uso è stata tale che saremmo anche andati oltre anziché toglierlo per ricaricarlo. E la ricarica completa richiede circa 3 ore. In base al tipo d'uso che vorrete farne, potrebbe o meno essere un problema.

Non è comunque un giudizio definitivo, vi faremo sapere meglio fra qualche settimana.

Qualità delle immagini

La qualità delle immagini non segna alcun nuovo record. Non è differente da quella che abbiamo sperimentato già sugli altri visori VR, o che si può avere con un Gear VR, per intenderci. Questo significa che è lontana dalla grafica super definita che possiamo avere oggi su PC o smartphone, e lo stesso vale per la velocità di refresh. Lo schermo ha una velocità di 60 o 72 Hz, in base all'applicazione. In ogni caso, quando muoverete velocemente la testa, o quando farete cambiare le immagini velocemente (è sufficiente fare scorrere le immagini del menù per accorgersene), noterete il classico effetto sfocatura.

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In generale nelle applicazioni o nei giochi non rappresenta un problema, ma certo non è un'esperienza esaltante.

Motion Sickness?

Quando si usa un visore di realtà virtuale si può soffrire del cosiddetto "motion sickness", un effetto simile al mal di mare, per intenderci, che può causare innalzamento della temperatura, sudorazione e nausea. Questo accadeva soprattutto con i primi visori e nel caso di alcune applicazioni che fanno provare un'esperienza di movimento VR molto accentuata.

Nel caso di Oculus Go, ancora una volta, la situazione non è differente rispetto a quella che si prova con altri visori. Se soffrite di motion sickness con un qualsiasi altro prodotto, né soffrirete anche con Oculus Go. Al contrario, questo nuovo visore VR non peggiora la situazione degli standard attuali, quindi se non avete questo problema, potete stare tranquilli che Oculus Go vi offrirà la stessa e positiva esperienza.

L'esperienza

A costo di essere ripetitivi, vi ricordiamo che non abbiamo fatto un'esperienza prolungata tale da potervi già dare un giudizio definitivo. Dovremo provare molte più App e Giochi per avere una visione a 360° delle potenzialità. Ad ora quello che abbiamo visto è un buon tracking della testa e del joypad, mentre abbiamo ancora dubbi sul posizionamento spaziale. Le applicazioni che abbiamo usato non facevano largo uso di questa funzione, ma quando abbiamo provato del prototipi nella sede di Qualcomm a San Diego, abbiamo usato software demo che permettevano di spostarsi bene anche nell'ambiente.

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Tuttavia capiamo le difficoltà degli sviluppatori nello spingere un utente a muoversi all'interno dello spazio, senza dei sistemi che possano delineare un'area di gioco, come accade con i sistemi di VR più avanzati. Stiamo investigando questa funzione e vi daremo un giudizio definitivo più avanti.

Verdetto

Siamo rimasti decisamente soddisfatti da Oculus Go in queste prime ore d'uso. Il visore è molto semplice da configurare e usare, ed è adatto anche a chi si avvicina per la prima volta alla Realtà Virtuale.

È comodo da indossare e permette sessioni anche di un paio d'ore, senza particolari problemi. In questo contesto è l'autonomia stessa del visore a rappresentare un problema, dato che con i giochi arriverete a circa un'ora e mezza. Il giudizio sulla durata della batteria non è ancora definitivo, continueremo a usarlo nelle prossime settimane nella quotidianità per capire meglio se l'autonomia rappresenta o meno un problema.

La qualità grafica percepita è quella offerta dagli altri visori. Certo, un angolo di visione più ampio e una velocità di refresh superiore sarebbero stati certamente ben accetti, ma stiamo parlando di un prodotto che costa poco più di 200 euro.

Considerando che non avrete bisogno di uno smartphone costoso per usarlo, come accade con Gear VR, che non necessita di un computer e che offre già un vasto catalogo di giochi e App (complesse, non semplici come quelle che si possono provare con un Cardboard), Oculus Go rappresenta attualmente la soluzione più interessante per entrare nella realtà virtuale. Se siete amanti della VR, probabilmente vi basteranno queste prime impressioni per convincervi ad acquistarlo. Se invece siete titubanti, l'appuntamento è fra qualche settimana con una recensione più approfondita dopo molte d'ore d'uso del visore.