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Riflettori Antitrust sul patto Sky-Mediaset Premium: l’acquisizione di R2 è un pericolo?

L'AGCM ha avviato un'indagine per comprendere se l'acquisizione della piattaforma tecnica di Mediaset Premium da parte di Sky sia anti-concorrenziale.

L’Antitrust (AGCM) ha avviato il 7 marzo un procedimento istruttorio per valutare l’acquisizione della piattaforma tecnica di Mediaset Premium (R2 Srl) da parte di Sky. Non sarà una passeggiata, anche se l’AGCOM a febbraio ha già dato l’ok all’operazione.

“Il procedimento è diretto ad accertare le possibili ricadute concorrenziali dell’acquisizione da parte di Sky, operatore dominante nel mercato della pay-tv, di R2, vale a dire la piattaforma tecnica del digitale terrestre di Mediaset Premium, il quale ha rappresentato in passato sostanzialmente l’unico concorrente di Sky nel mercato della televisione a pagamento”, puntualizza l’Autorità Garante per la Concorrenza.

Il timore è che si possa determinare il rafforzamento della posizione dominante di Sky nel mercato dei servizi al dettaglio della televisione a pagamento (pay-tv) e nel mercato dei servizi di accesso all’ingrosso alla piattaforma tecnica della televisione a pagamento del digitale terrestre. Questo comporterebbe la totale eliminazione o riduzione della concorrenza non solo di tali mercati ma anche quelli del broadcasting digitale, dei contenuti per la televisione a pagamento e dei canali pay-tv.

I contratti stipulati tra le parti arrogano a Sky la possibilità futura di ricevere le risorse di numerazione dei canali e anche i contenuti oggi gestiti da Mediaset Premium. Inoltre è già emerso che R2 sta svolgendo attività marketing per Sky sfruttando i suoi canali tecnici e commerciali.

“Documenti interni di Sky mostrano lo studio di attività volte a far leva sugli asset di R2 ai fini dell’acquisizione di ulteriori clienti che attualmente o in passato sono stati clienti di Mediaset Premium”, scrive l’AGCM.

In sintesi l’acquisizione della piattaforma R2 da parte di Sky “appare pertanto idonea a creare effetti preclusivi nei confronti di altri operatori televisivi a pagamento, nonché nei confronti di editori di canali televisivi che volessero avviare un’offerta commerciale pay”.

Sky, secondo l’AGCM, “potrebbe negare l’accesso alla piattaforma ad operatori pay-tv terzi”.

“Peraltro, tale intenzione è espressamente confermata da Sky, nonché appare confermata dalla circostanza di aver condizionato la realizzazione dell’operazione all’assenza di offerte di pay-tv terze”, sottolinea il documento.

Non resta che attendere la fine del procedimento che dovrà concludersi entro 45 giorni dalla pubblicazione della delibera.