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Salta l’obbligo del Wi-Fi gratuito per il pubblico nella PA

Il Wi-Fi gratuito nelle scuole, edifici pubblici e pubbliche amministrazioni in genere rimarrà probabilmente un miraggio. Secondo La Repubblica, la norma che avrebbe dovuto obbligare la PA a rendere disponibili accessi wireless diffusi e gratuiti è stata corretta. Nella bozza del decreto attuativo del nuovo codice dell'amministrazione digitale si parla di favorire, "in linea con gli obiettivi dell'Agenda digitale europea, la disponibilità di connettività alla rete Internet presso gli uffici pubblici e altri luoghi pubblici, in particolare nei settori scolastico, sanitario e di interesse turistico".

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Già, come? Di fatto "prevedendo che la porzione di banda non utilizzata dagli stessi uffici sia messa a disposizione degli utenti attraverso un sistema di autenticazione" tramite il Sistema pubblico dell'identità digitale (SPID).

Il timore è che eliminato l'obbligo tutto rimanga come oggi: è frequente che le amministrazioni agiscano solo in relazione alla presenza o meno di sanzioni. La presunta giustificazione di questa marcia indietro sembrerebbe essere legata al rischio di un aumento dei costi. Alcuni sostengono che il timore sia infondato poiché si parla di traffico dati eccedente le esigenze delle amministrazioni. Altri fanno notare che comunque per un accesso pubblico bisognerebbe implementare l'infrastruttura, predisporre sistemi di sicurezza e soprattutto siglare – dove è possibile – contratti di connettività con prestazioni superiori.

Il buon senso lascia pensare che le strutture pubbliche dotate di servizi fibra potrebbero certamente condividere i propri accessi con il pubblico. Al contrario, quelle con ADSL tradizionali probabilmente non avrebbero sufficienti risorse.

Non resta che attendere il voto della Camera e le prossime modifiche al testo.

"Offrire l'accesso gratis in ogni luogo della pubblica amministrazione servirà a diffonderla anche tra i cittadini che finora ne sono stati esclusi. E quindi favorire una piena trasformazione digitale dell'Italia e delle stessa Pa", sostiene Eugenio Prosperetti, avvocato esperto di diritto digitale. Impensabile farlo a costo zero.