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Samsung Project Pontis, il telecomando TV a controllo mentale

Sviluppato in Svizzera, Samsung Project Pointis sfrutta le onde cerebrali per controllare il televisore.

Anche Samsung sta lavorando a un sistema per controllare la tecnologia con il pensiero; in questo caso non si tratta di protesi avveniristiche, ma di un più profano telecomando per TV. Si tratta comunque di offrire uno strumento che possa migliorare la vita di pazienti ospedalieri e persone con disabilità.

La ricerca di Samsung si chiama Project Pontis e al momento è in fase di sperimentazione in Svizzera, tramite la filiale locale del colosso sudcoreano. È svolta in collaborazione con il Center of Neuroprosthetics del Politecnico di Losanna. La settimana scorsa Samsung ha mostrato un prototipo nato da questo sforzo congiunto.

L’interfaccia cerebrale al momento è simile a quella vista in molti esperimenti simili: un caschetto con molti elettrodi che cerca di leggere le attività cerebrali tramite EEG e di associarli ad azioni precise. Si tratta di una tecnica rivelatasi efficace già in altre occasioni, che permette ad esempio di fare movimenti semplici con una protesi robotizzata.

Nel caso di Project Pontis, invece, si tratta di cambiare canale, regolare il volume e altre semplici azioni che ognuno di noi fa tutti i giorni tramite il telecomando del proprio televisore. Samsung per ora unisce le onde cerebrali al tracciamento dei movimenti oculari; guardando un menù a schermo con più icone si può sapere quale di esse è oggetto dell’attenzione dell’utente. A lungo termine, però, l’obiettivo è affidarsi solo alle onde cerebrali.

Per riuscirci prima di tutto sono stati raccolti molti dati, registrando le attività cerebrali di persone che stavano cercando di fare certe attività. Dopodiché è stato applicato un modello di machine learning per individuare pattern (modelli) comuni e ripetuti. C’è poi anche un sistema di raccomandazioni personalizzate, che dovrebbe rendere più semplice l’uso del televisore nel tempo.

Il progetto di Samsung si aggiunge a un buon numero di iniziative simili, tutte orientate a realizzare l’idea del controllo mentale sulla tecnologia. Prima di vederne una diffusione di massa probabilmente dovremo attendere ancora molto a lungo, e non solo per i tempi di sviluppo. C’è anche il fatto che si parla di una contaminazione fisica tra corpo e tecnologia, con la connessione di elettrodi al cervello. Alcuni saranno entusiasti all’idea e altri terrorizzati, mentre le istituzioni del mondo a un certo punto, probabilmente, dovranno rimboccarsi le maniche e regolamentare anche questo aspetto della tecnologia.

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