Sicurezza

Stati Uniti: dateci i dettagli del kill switch di Internet!

Che esista si sa, ma non è chiaro come funzioni e quando dovrebbe essere usato. Il Centro per la Privacy delle Informazioni Elettroniche (EPIC) spinge da tempo per rendere pubblica la documentazione sull'ipotetico "interruttore" in grado di spegnere Internet conosciuto come "Standard Operating Procedure 303", sulla scia del FOIA (Freedom of Information Act) del Luglio 2012.

Tale atto, che risale al 1966, altro non è che una legge federale sulla libertà di informazione, che permette di rivelare in maniera totale o parziale documentazioni o informazioni non rilasciate al pubblico da parte del governo degli Stati Uniti.

La procedura standard 303 (detta SOP 303), è un protocollo per la gestione dei sistemi nazionali di comunicazione wireless; vi è descritto un processo di spegnimento e riattivazione degli apparati di comunicazione in caso di eventi di crisi. Il tutto prevederebbe, tra l'altro, l'attivazione remota di cariche esplosive per distruggere fisicamente gli hub di controllo dei sistemi!

In teoria ci troviamo di fronte a un singolo punto di controllo, che è in mano all'autorità del governo, tramite il quale sarebbe possibile spegnere tutto il traffico di internet.

Chissà se è fatto così…

Il tutto ricorda molto quanto è avvenuto durante la "primavera araba" dove in Tunisia, Libia ed Egitto l'accesso ad internet fu annullato, al fine di evitare o limitare l'organizzazione degli insorti e limitare la fuga di notizie all'esterno. Tale procedura pare sia realmente esistente, ma inizialmente il dipartimento di sicurezza ha fatto "melina", dichiarando di non avere nessun dato in merito a questo fantomatico "interruttore".

L'EPIC si è quindi appellata a queste dichiarazioni, al che l'agenzia di sicurezza USA ha effettivamente ammesso l'esistenza del protocollo, ma ne ha divulgato una versione pesantemente rimaneggiata in ogni sua parte. Il dipartimento di sicurezza ha dichiarato di non poter rivelare al pubblico la procedura nella sua interezza in quanto "rivela tecniche e procedure di sicurezza che ragionevolmente potrebbero mettere a rischio la vita o la salute fisica di qualsiasi individuo".

Nel caso del protocollo SOP 303, si intende, per "ogni individuo" qualsiasi persona che si trovi nelle vicinanze di una bomba inesplosa. Nella querelle, si è quindi inserita la Corte Federale del Distretto di Columbia, che ha rifiutato gli argomenti del dipartimento di sicurezza USA. Nel memorandum la Corte ritiene che l'interpretazione della legge del governo sia un po' più che un mero problema nazionale, in quanto quella procedura può potenzialmente coinvolgere qualsiasi persona presente.. sul nostro pianeta.

Cosa succede quando non c'è più Internet per comunicare? Si scende in piazza…

Nel memorandum della Corte si legge "in effetti, se l'interpretazione del governo fosse mantenuta, non c'è nessun principio limite che quel 'qualsiasi individuo' non si applichi solamente ai circa 300 milioni di abitanti degli Stati Uniti, ma possa, in altri casi, estendersi  anche ai 7 miliardi di abitanti della Terra".

La corte ha quindi ordinato al dipartimento di sicurezza di rilasciare tutta la documentazione entro 30 giorni, pur lasciandogli la possibilità di un appello, dato che l'argomento in questione può avere un notevole impatto sulla sicurezza nazionale. Come è naturale, viene da chiedersi se quel protocollo non coinvolga solamente internet, ma anche l'erogazione di servizi quali energia elettrica, gas o acqua.

Riprendendo ad esempio la "Primavera Araba", in quel contesto si è visto come un governo possa, tramite la legge, prendere controllo della tecnologia privandone l'accesso ai suoi cittadini, come hanno sperimentato le popolazioni di Egitto, Libia e Siria. Nel caso della Tunisia solo l'accesso a Facebook ed altri media fu annullato, ma cosa è peggio? Sapere che in qualsiasi momento si possa perdere tutto o sapere che il nostro governo possa spiarci liberamente in casi simili?