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Svizzera: addio nucleare, si punta sull’energia rinnovabile

Con il 58,2% dei voti la Svizzera ha scelto di abbandonare l'energia nucleare in favore di quella rinnovabile. La decisione è figlia di un referendum che si è tenuto nella giornata di ieri e che ha visto un tasso di partecipazione del 42,3%. La Svizzera ha cinque vecchi impianti nucleari che coprono un terzo del fabbisogno energetico del paese.

Non esiste ancora una data precisa che porterà allo spegnimento delle strutture (si parla genericamente di "entro 20 e 30 anni", a fine vita degli impianti insomma), ma d'ora in avanti il Paese cercherà di affidarsi sempre di più a fonti rinnovabili come il sole, il vento e l'idroelettrico. Inoltre non verrà finanziata la creazione di nuove centrali nucleari.

svizzera nucleare

Regula Rytz, presidente del Partito Ecologista Svizzero, ha accolto il voto come un "momento di cambiamento storico", ma non tutti sono d'accordo. Chi ha votato per mantenere l'energia nucleare ritiene che l'abbandono costerà troppi soldi e sfigurerà il paesaggio (pale eoliche, dighe, ecc.).

"La popolazione svizzera ha detto no alla costruzione di nuovi impianti nucleari e sì allo sviluppo dell'energia rinnovabile. Sono state inoltre stabilite le condizioni per cui l'economia e le famiglie dovranno assumersi responsabilità per il futuro. È assolutamente magnifico", ha aggiunto Regula Rytz.

Già, perché il referendum non prevedeva il semplice "sì o no" al nucleare, ma l'assenso o il diniego a un piano del governo che entro il 2050 dovrebbe aumentare l'elettricità ottenuta da fonti rinnovabili e ridurre nettamente i consumi individuali con lo scopo di proteggere l'ambiente.

Per arrivare all'obiettivo s'incentiverà il ricorso a fonti pulite (in modo che al posto del nucleare non cresca l'uso di petrolio e gas) e si dovranno tagliare i consumi individuali del 35% rispetto ai dati registrati nel 2000 grazie a diverse soluzioni, tra cui l'efficientamento degli impianti.

nucleare svizzera stop

"I risultati dimostrano che la popolazione chiede una nuova politica energetica e non vuole nuovi impianti nucleari", ha affermato il ministro elvetico dell'Energia Doris Leuthard. Secondo il Governo la nuova strategia permette di ridurre la dipendenza dall'estero, favorendo l'innovazione e i posti di lavoro in Svizzera.

La legge approvata dal referendum prevede un prelievo annuo di 480 milioni di franchi dagli utenti della rete elettrica per finanziarie investimenti nelle energie rinnovabili. Altri 450 milioni di franchi saranno ricavati da una tassa sui combustibili fossili (già in vigore).

L'obiettivo è ridurre del 43% entro il 2035 il consumo di energia nelle case. Attualmente il solare e l'eolico coprono meno del 5% della produzione energetica svizzera, contro il 60% dell'idroelettrico e il 35% del nucleare.

La Svizzera dunque si accoda ad Austria, Italia e Germania (che vuole abbandonare la produzione di energia dal nucleare entro il 2022).


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