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Trenìt torna operativo, Trenitalia dovrà farsene una ragione

Trenìt, il servizio informativo dedicato ai treni, è tornato online dopo la lunga querelle con Trenitalia.

Trenìt, l’applicazione (Android e iOS) con annesso sito web che consente di monitorare orari e dati dei treni, è tornata nuovamente operativa. La vicenda è esplosa a luglio quando è stata costretta per ordine del giudice a sospendere temporaneamente ogni servizio informativo poiché Trenitalia non voleva che fossero diffusi i dati (pubblici) relativi ai suoi treni. Quest’ultima infatti sosteneva che l’impiego di quei dati fosse illegittimo in quanto non autorizzato.

La settimana dopo Ferragosto vi è stata l’udienza della causa contro Trenitalia e in seguito il Tribunale di Roma ha riconosciuto al servizio ogni ragione. “Come vi avevamo anticipato in modo trasparente, nelle scorse settimane eravamo stati costretti a sospendere il servizio a causa delle contestazioni di Trenitalia che non voleva che i dati (pubblici) relativi ai suoi treni venissero utilizzati dalla GoBright Media (la nostra startup che gestisce i servizi Trenìt! e AltaVelocita.it)”, ha spiegato la società.

“Con grande fiducia nella giustizia italiana, ci siamo difesi assistiti dagli avvocati dello Studio e-Lex, certi della piena legittimità del nostro operato che, tra l’altro, non arreca alcun danno a Trenitalia. Il Tribunale di Roma, a seguito dell’udienza tenutasi a fine agosto, ci ha dato ragione, ritenendo che non ci fossero i presupposti per la sospensione del servizio”.

Insomma, da oggi gli utenti di Trenìt possono tornare a usare i servizi e confrontare i diversi operatori ferroviari. “È anche la vittoria della trasparenza, e del nostro progetto innovativo AltaVelocita.it, che nasce per informare i viaggiatori su quali sono le fasce orarie ed i giorni in cui è più conveniente viaggiare sui treni ad alta velocità”, ha sottolineato.

“Questa lunga e ingiusta sospensione ci ha sicuramente molto danneggiato, in quanto Trenitalia ha deciso di procedere giudiziariamente solo nei confronti di Trenìt! e non anche degli altri soggetti che riutilizzano i dati pubblici sui treni”.