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Spazio e Scienze

Venere potrebbe essere stato abitabile, poi una misteriosa catastrofe ha cambiato tutto

Secondo uno studio del Goddard Institute for Space Studies della NASA Venere potrebbe essere stato abitabile per miliardi di anni. Poi, circa 700 milioni di anni fa, una catastrofe ancora sconosciuta non l'ha trasformato nell'inferno che conosciamo.

Ha il nome della dea romana dell’Amore, ma se potessimo visitarlo scopriremmo di persona che in realtà è un inferno rovente dall’atmosfera tossica e acida. Eppure Venere potrebbe non essere stato sempre così. Anticamente il pianeta infatti potrebbe essere stato in grado di sostenere la vita e ospitare oceani di acqua liquida per miliardi di anni, finché un misterioso evento catastrofico ha distrutto tutto, mutandone per sempre il volto, circa 700 milioni di anni fa. È la tesi espressa dal planetologo Michael Way, del Goddard Institute for Space Studies della NASA nel suo ultimo studio presentato la scorsa settimana.

‎”È possibile che l’evento quasi globale sia responsabile della trasformazione del clima da uno simile alla Terra a quello caldo e infernale che vediamo oggi”, ha commentato Way, il cui ultimo lavoro si basa sui due precedenti realizzati col suo team di scienziati, nonché su ‎modellizzazioni di mondi virtuali simili a Venere, utili per comprenderne le dinamiche, e topografie realizzate negli anni grazie ai rilevamenti effettuati dalle sonde.

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‎Secondo il team,‎ la modellazione matematica 3D GCM‎‎ (modello di circolazione generale)‎ dimostrerebbe una visione “ottimistica” secondo cui Venere “ha trascorso la maggior parte della propria storia con acqua liquida in superficie e tettonica a placche, presentando di conseguenza un clima temperato simile a quello della Terra”. ‎Questo periodo di stabilità climatica simile alla Terra, con temperature moderate comprese tra 20 e 40° C, potrebbe addirittura essere durato per circa 3 miliardi di anni, almeno stando alle simulazioni sulle condizioni climatiche del pianeta che hanno preso in considerazione tre diversi scenari: con oceani molto profondi, superficiali o che ricoprivano l’intera superficie del pianeta.

In ogni caso circa 700 milioni di anni fa le simulazioni suggeriscono che un qualche tipo di evento catastrofico ancora sconosciuto debba essersi verificato, per giustificare l’attuale atmosfera di Venere, ‎incredibilmente calda e tossica a causa della forte concentrazione di anidride carbonica, azoto e altri gas serra che intrappolano il calore del Sole. Ma che evento? Al momento non lo sanno nemmeno i ricercatori.

‎”Qualcosa dev’essere successo su Venere, dove una quantità di gas è stata rilasciata nell’atmosfera, in quantità così enorme da non poter essere riassorbita dalle rocce”, ha spiegato Way. “Sulla Terra abbiamo alcuni esempi di questo tipo di eventi su larga scala, per esempio la creazione del cosiddetto Trappo Siberiano [una grande provincia ignea formatasi 500 milioni di anni fa a seguito di un enorme evento vulcanico NdR], legata a un’estinzione di massa, ma niente è paragonabile per scala a questa catastrofe. Ha completamente trasformato Venere”.

I ricercatori ipotizzano ‎che su Venere qualcosa abbia interrotto il ‎‎ciclo carbonato-silicato‎‎ simile alla Terra (in cui la CO2 viene naturalmente assorbita dalle rocce e quindi rimossa dall’atmosfera), probabilmente a seguito di un lungo periodo di intensa attività vulcanica, con il magma che, solidificandosi sulla superficie del pianeta, ha impedito il riassorbimento dei gas, ma allo stato attuale si tratta di mere ipotesi. ‎

‎Se queste supposizioni dovessero essere esatte, significherebbe non solo che Venere avrebbe potuto sostenere la vita, ma anche che pianeti simili, generalmente considerati inabitabili a causa della vicinanza alle loro stelle ospiti, potrebbero in realtà non essere stati sempre così ostili alla vita, almeno per come la intendiamo noi. ‎”Questo aprirebbe a tutta una serie di implicazioni per gli esopianeti che si trovano nella cosiddetta “zona di ‎‎Venere‎‎”, che potrebbe essere in grado di ospitare acqua liquida e climi temperati, al contrario di quanto si pensa attualmente”, ha concluso Way.‎