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Wi-Fi libero? Maroni, si consulti con gli inglesi

Verrebbe voglia di consigliare al ministro Roberto Maroni di farsi un viaggetto sulla metropolitana di Londra, dove da domani – nella stazione di Charing Cross – British Telecom avvia la sperimentazione per offrire collegamenti wireless ai sessantottomila pendolari che la frequentano ogni giorno. Wi-Fi gratuito per i clienti di BT, mentre per gli utenti di altri gestori ci sarà il roaming. Il test durerà sei mesi e riguarderà anche le altre stazioni sulle linee Northern e Bakerloo, oltre alle biglietterie e alla Centrali London station.  Il sindaco di Londra, Boris Johnson, si è impegnato a coprire con il Wi-Fi tutta la rete metropolitana (dunque anche sui convogli in movimento) in tempo utile per le Olimpiadi del 2012.

Ma come, a Londra non ci sono i terroristi? Non è stata forse la metropolitana londinese l’obiettivo degli attentati del 2005? E pensare che il decreto Pisanu, che in Italia ingabbia il libero Wi-Fi, è stato introdotto proprio dopo gli attentati del 2005 a Madrid e a Londra!

Ricorda oggi Beppe Severgnini sul Corriere della Sera che “la schedatura venne introdotta – e viene tuttora giustificata – come misura antiterrorismo. C’è un particolare: Paesi più esposti di noi hanno rinunciato, ben sapendo che i pericoli non vengono di lì. Negli ultimi cinque anni – da quando ho trovato nella zona Wi-Fi di Fiumicino il cartello “Servizio temporaneamente sospeso” – ho usato il servizio dall’aeroporto di Budapest, in una piazza di Beirut, davanti a un caffè di Tel Aviv, in una strada di Hanoi, dentro un ristorante di Nairobi, da un parco di Oslo, in uno stadio a Pechino e in diverse università americane. Tutti più incoscienti di noi? si è chiesto Massimo Sideri su Sette. No. Hanno capito invece che, con certe misure, si fermano gli studenti, gli imprenditori e gli innamorati. Non i malintenzionati”.

Abbiamo linee ADSL inadeguate…almeno il Wi-Fi….

Tre giorni fa – aggiunge Severgnini – il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha detto: “È mio intendimento portare la prossima settimana in Consiglio dei ministri una proposta che consenta di superare il decreto Pisanu, liberalizzando il Wi-Fi, ma garantendo le informazioni che consentono alla magistratura e alla polizia di proseguire le indagini”.

Prima di decidere, il ministro Maroni faccia un salto a Londra, vada nella stazione di Charing Cross e si connetta a internet con il servizio Wi-Fi. Scoprirà di non dover depositare alcuna fotocopia del suo documento d’identità e che il decreto Pisanu è anacronistico, antieuropeo.

Dopo di che, si consulti con la sua collega britannica Theresa May e chieda consigli su come si fa a continuare a combattere il terrorismo senza imbavagliare il progresso (e il Wi-Fi pubblico).

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione