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Audi va “contro-corrente”: SQ8 diesel V8 a Francoforte

Audi ha presentato al Salone di Francoforte SQ8, il nuovo sport-SUV diesel a otto cilindri che si redime implementando un sistema ibrido a 48V.

Nonostante la caccia alle streghe avvenuta in seguito allo scandalo dieselgateAudi ha svelato la nuova generazione del suo SUV più performante, SQ8. Di norma, tutti i modelli che vantano la declinazione sportiva “S” condividono propulsori sovralimentati a benzina. In questo caso però, in aperto contrasto con l’opinione pubblica, la casa tedesca ha deciso di implementare una soluzione a diesel.

SQ8 utilizzerà un propulsore a gasolio a 8 cilindri, per una cubatura totale di 4 litri. La decisione, presa in evidente controtendenza al mercato, ha sconvolto la stampa. Nel contesto di un salone improntato sulla corsa all’elettrificazione e all’ibridazione di massa, non ci si aspettava che un brand premium come Audi operasse una scelta simile.

Si tratta di una strategia di marketing? C’è una motivazione tecnica? Non sarebbe la prima volta per Audi. Nel lontano 2008 la casa tedesca introdusse la motorizzazione di punta per il modello Q7: il 6.0 V12 TDI, un propulsore dal peso irraggiungibile e dalle performance indiscutibili per l’epoca. A causa delle pessime emissioni e della resistenza che l’opinione pubblica già mostrava nei confronti del diesel questa versione estrema del SUV Q7 non fu ripresentata al successivo restyiling.

Il 4 litri della SQ8 sviluppa 435 cv, un dato di per se convincente per la motorizzazione. Il parametro più importante è tuttavia la coppia, circa 900 Nm disponibili tra 1250 e 3250 giri, la quale permette al SUV di scattare da 0 a 100 in 4,8 secondi. il sistema “ibrido” è stato implementato in due varianti. la prima consiste in un piccolo motore integrato nel cambio, basato su un sistema a 48 volt che utilizza un pacco batterie integrato nel pianale. La vera novità consiste nel compressore “elettrico” che dovrebbe aiutare il propulsore endotermico a coprire la parte più bassa della curva di erogazione, fornendo per compressione la potenza sufficiente a spingere la vettura prima dell’entrata in funzione dei due turbocompressori.

Questa tecnologia è utilizzata da tempo nel mondo delle gare di accelerazione e del drift per ridurre al minimo il tempo necessario a portare il turbocompressore a regime di funzionamento; l’asse che collega il rotore e il compressore non viene messo in rotazione dai gas di scarico, bensì da un piccolo motore elettrico alimentato dalla stessa batteria a 48 volt.

Il doppio sistema ibrido sarà sufficiente a contenere le emissioni del nuovo 4 litri? al momento non possiamo saperlo, ci toccherà attendere il primo semestre del 2020 per conoscere il prezzo e l’indole “ibrida” del nuovo SUV.