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Crisi dei chip, tagli alla produzione per Ford e Chevrolet

Uno dei problemi che maggiormente preoccupano le case automobilistiche, riguarda la mancanza degli ormai indispensabili chip. Infatti, oltre ai disagi causati dalla pandemia del COVID-19, anche la mancanza di tali componenti causa non poche preoccupazioni ad alcune aziende, principalmente quelle statunitensi. I chip – ormai sempre più utilizzati nelle auto moderne – sono necessari per far si che le case automobilistiche possano portare a termine i propri piani di costruzione. In caso contrario, è necessario rivedere le strategie e – in alcuni casi – è necessario addirittura chiudere in maniera momentanea alcune linee di produzione oppure rimandare il debutto di alcuni modelli di auto.

Come accennato poc’anzi, le case più colpite sono quelle degli Stati Uniti, soprattutto la Ford e la Chevrolet. Infatti, secondo i dati analizzati da Buy Shares è emerso che i due costruttori in questione sono stati costretti a correre ai ripari tagliando la produzione e subendo, di conseguenza, una perdita pari a 370 mila euro. C’è da dire però che, nel momento dello scoppio della pandemia, molte case automobilistiche hanno deciso di annullare gli ordini dei chip trovandosi, ora, in forte difficoltà. La domanda di nuove auto è ricominciata a salire, ma evidentemente vi è un problema legato all’approvvigionamento di tali componenti. Purtroppo, non è chiaro quando questo problema verrà definitivamente risolto e, soprattutto per la Ford, questo potrebbe essere un grosso problema poiché mancano all’appello circa 230 mila auto.

Non va meglio per Chevrolet, costretta a ridurre la produzione di 140.800 veicoli e per Jeep, con un taglio che raggiunge quasi 139.000 auto. Nello specifico, i modelli di auto che hanno maggiormente subito il colpo per la mancanza di chip, sono il pickup Ford Serie F, la Jeep Cherokee e la Chevrolet Equinox. La Ford, infatti, ha ridotto di 109.710 unità la produzione del pickup, la Jeep di 98.584 unità e la Chevrolet ha subito un taglio di 81.833 vetture. Inevitabilmente, la carenza a livello mondiale dei chip e i conseguenti tagli alla produzione, hanno influito negativamente anche sulle quotazioni delle stesse case automobilistiche degli Stati Uniti.