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Guida autonoma, al Politecnico di Milano inaugurato un evoluto simulatore

Un grande passo avanti nella mobilità sostenibile arriva grazie ad un progetto portato a termine dal Politecnico di MilanoDiM400 è il nuovo simulatore di guida che aiuterà inevitabilmente nello sviluppo di progetti dedicati a guida autonoma, assistenza alla guida, interamente made in Italy.

Le infrastrutture sperimentali e i laboratori d’avanguardia sono elementi essenziali per la ricerca internazionale e lo sviluppo con le imprese. Attraverso l’installazione del simulatore, il Politecnico di Milano si confronta con alcune delle maggiori realtà a livello internazionale, contribuendo a rendere l’area di Bovisa un ecosistema dell’innovazione in chiave europea. Questa è la dimensione alla quale punta l’Ateneo per affrontare le grandi sfide dei prossimi anni, prima fra tutte quella della mobilità, ha commentato Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano.

Un sistema innovativo portato a termine grazie a 5 milioni di euro, 2 dei quali investiti dalla stessa Regione Lombardia, e inaugurato il 3 febbraio presso il Politecnico. Nel dettaglio, oltre alla dimensioni decisamente ridotte rispetto agli apparecchi esistenti, si caratterizza per la presenza di un ambiente virtuale proiettato su uno schermo panoramico e un abitacolo che poggia su un sistema di attuatori che, grazie ad algoritmi matematici, permettono di replicare il funzionamento reale. Non a caso dunque, il guidatore ha una percezione della guida molto simile a quella di un veicolo in strada. Parliamo pertanto di un abitacolo mobile, così che il conducente, grazie ai movimenti del simulatore e ai sistemi attivi integrati, viene sottoposto alle medesime forze a cui sarebbe sottoposto nella guida reale. Tuttavia, il dispositivo è posizionato su un piedistallo di acciaio del peso di ben 28 tonnellate, mosso da appositi cavi. Come spiegato, la movimentazione a cavi è un’anteprima mondiale e consente maggiore raggio di azione e conseguente velocità di sviluppo delle simulazioni.

Con questo accordo vogliamo mettere ricerca e innovazione al servizio della mobilità sostenibile e supportare concretamente la filiera lombarda dell’automotive. La decisione di investire su questa infrastruttura è nata da una precisa analisi di contesto: l’80% del valore dei veicoli dipende dalla componentistica, cioè dalle tecnologie applicate dalle aziende che producono le diverse parti delle vetture, un settore che in Lombardia è molto sviluppato con oltre 1.000 aziende nella filiera meccanica, plastica ed elettronica per l’automotive, ha sottolineato Fabrizio Sala, assessore lombardo all’Istruzione, Ricerca, Innovazione, Università e Semplificazione.

Secondo quanto dichiarato, le applicazioni del nuovo simulatore saranno decisamente innumerevoli proprio grazie ai modelli matematici presenti alla base del DiM400, applicabili a ogni campo della produzione e della componentistica di un’auto.