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Honda Urban EV avvistata sotto la finitura mimetica?

Della Honda Urban EV avevamo parlato a marzo, in seguito alla presentazione al salone dell’automobile di Ginevra, concludendo l’anteprima con l’ipotetica data della commercializzazione, febbraio 2019.

Non ci sono aggiornamenti dalla casa del sol levante, ma sono apparse in rete le prime immagini dei “muletti” o “engineering sample” che gli ingegneri dell’azienda stanno utilizzando per ottenere dati e modificare parametri sostanziali della vettura.

Oltrepassando la mimetica ottica, si nota da subito che sembra essere stata abbandonata la configurazione a tre porte, in favore di una più civile 5 porte. Un dettaglio che, malgrado a mio parere snaturi il design originale, trovo un’ottima aggiunta sotto il punto di vista della comodità di utilizzo. Del resto l’aggettivo “urban” risiede anche nel nome di questa city-car che illo tempore suscitò lo stupore della stampa e dei potenziali acquirenti.

Rimangono inalterate la forma dei gruppi ottici anteriore e posteriore, nonché la linea dichiaratamente geometrica, altra caratteristica apprezzata nel concept originale. Curiosa la mancanza dello spropositato display che il prototipo da esposizione poteva vantare; al suo posto troviamo una classica plancia che integra quello che probabilmente sarà un pannello digitale. A confermare la necessità di schermi interni sono le telecamere laterali, configurate come specchietti retrovisori ai lati della vettura.

Da notare che i dettagli come la profilatura degli interni e la configurazione degli elementi del sistema di infotainment sono generalmente analizzati ed eventualmente modificati al termine del processo di sviluppo di un’automobile, quindi nonostante le prove tangibili della mancanza di alcune “features”, al momento del lancio Honda potrebbe riservare delle sorprese. I “muletti” vengono utilizzati principalmente per verificare il funzionamento basilare di una vettura lungo un percorso di diverse migliaia di chilometri, e molto spesso si mostrano “scarni” in determinati compartimenti (come l’entertainment).

Osservando il retro è possibile intravedere il meccanismo di funzionamento delle frecce direzionali, una circonferenza che sovrasta le luci di posizione centrali nel gruppo ottico posteriore.

Le prime indiscrezioni sembrano confermare il nostro presentimento. Nonostante l’improbabile implementazione delle “suicide doors”, la vettura si mostra più “pacata” di come l’avevamo lasciata a Ginevra. Mancano i montanti sottilissimi, i passaruota muscolosi e l’eleganza minimale che impregnava il concept presentato da Honda. Non resta che aspettare per toccare con mano questa citycar tanto pragmatica quanto fugace.