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Il riciclo di batterie al litio diventa sempre più efficiente

L’aumento della diffusione dei veicoli elettrici potrebbe influire positivamente sulla riduzione dei gas serra emessi nell’atmosfera, ma la produzione di batterie agli ioni di litio necessarie ad alimentare tutti questi mezzi di trasporto potrebbe creare altri problemi ambientali nel prossimo futuro. Le batterie agli ioni di litio sono presenti in quasi tutti i dispositivi elettronici e veicoli elettrici che oggi fanno parte delle nostre vite, ma riciclare i materiali con cui sono prodotti gli accumulatori non è per niente facile.

Secondo alcuni studi, entro il 2028 nel mondo ci sarà 1 milione di tonnellate di batterie, e ovviamente sarà importante trovare un modo per riciclarle in maniera efficace ed efficiente: attualmente uno dei pochi metodi di riciclo messi a punto può essere applicato solo sulle batterie a base di cobalto, mentre non sono adatti a batterie ricche di fosfato ferrico e ossido di manganese come quelle agli ioni di litio. Per il momento l’unico metodo di riciclo applicato a questi accumulatori è di tipo diretto: gli addetti smontano le batterie e si vanno a riutilizzare i metalli che possono ancora svolgere la propria funzione in una nuova batteria.

Per separare in modo efficiente i materiali di cui è composta la batteria, si è messo a punto un processo che sfrutta il peso di alcuni materiali, che galleggiano se immersi in un liquido: questo metodo permette di separare le componenti idrofobiche da quelle idrofile, e permette di recuperare fino al 95% di metalli come il NCM111 (nickel, cobalto e manganese) e LM.

Una volta separati, si può procedere al processo di rinnovo di alcuni dei metalli, mentre altri possono essere subito riutilizzati per nuovi accumulatori; si tratta di un aspetto fondamentale per rendere sostenibile la produzione di batterie, perché come ben sappiamo il litio è un metallo raro ed è importante utilizzarlo in modo attento e responsabile.