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Mercato auto: buon novembre per le immatricolazioni, male FCA

Novembre 2019 è stato un mese abbastanza positivo per quanto riguarda le immatricolazioni di nuove automobili. Secondo i dati pubblicati dall’associazione dei costruttori Acea, nell’area EU+ Efta le vendite sono aumentate del 4,5% rispetto allo stesso periodo di un anno prima.

Numeri alla mano si tratta di 1,31 milioni di nuove immatricolazioni. Negli undici mesi appena trascorsi, in Europa sono state registrate 14,54 milioni di vetture, con un calo dello 0,3% sul 2018. I quattro principali mercati sono tutti cresciuti: Germania (+9,7%), Italia (+2,2%), Spagna (+2,3%) e Francia (+2%). A segnare una battuta d’arresto è stato il mercato dell’auto nel Regno Unito che ha segnato un -1,3% sull’anno.

Bene i tedeschi, male FCA

Guardando ai singoli marchi, il gruppo Volkswagen ha segnato un ottimo +13,4%; buon risultato anche per Daimler con +7%. Molto bene anche i francesi di Renault (+4,1%) e i coreani di Hyundai con un +6,9%. Positivo il bilancio anche per Ford che mostra un soddisfacente +3,4%. Sottotono i risultati di BMW (-0,1%) e PSA (-7,9%).

In un contesto di generale ripresa per il mercato dell’automobile, FCA ha mostrato di avere qualche incertezza sul mercato europeo: a novembre 2019, le vendite del gruppo sono diminuite dell’1,6%, fermandosi a 67.739 unità. La quota di mercato è così scesa dal 5,9% al 5,6%. Le immatricolazioni negli ultimi undici mesi sono state 877.025, in calo dell’8,7% rispetto al 2018.

Nel mese appena conclusosi, i marchi Jeep e Lancia hanno sofferto parecchio segnando un calo rispettivamente di -15,8% e -3,5%. Resistono Fiat (+3,1%) e Alfa Romeo (+2,3%), forse anche per via di alcune novità introdotte nella gamma. Nei prossimi giorni, dovrebbero giungere a conclusione le trattative per la fusione con il gruppo PSA, che porterà alla formazione di un colosso da 8,7 milioni di auto.

La società sarà al 50% FCA e al 50% PSA con Carlos Tavares amministratore delegato e John Elkann nel ruolo di presidente. L’assetto finanziario prevede la quotazione presso le borse di Milano e Parigi oltre che a Wall Street.