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Nuove grane per Tesla, sistemi di sicurezza e sterzo difettosi

Tesla fa sempre parlare di sé, nel bene e nel male. Nelle ultime settimane vi abbiamo riportato diverse notizie legate a problemi tecnici riscontrati dai clienti Tesla – l’ultima in ordine cronologico risale a ieri, dove vi abbiamo raccontato di una Model S che ha perso il tettuccio in autostrada.

Erroneamente, si potrebbe pensare che Tesla soffra solo dal lato hardware, in fin dei conti progettare un’auto è ben diverso dallo sviluppo software, ma oggi vi parliamo invece di un problema software non indifferente, una criticità che ha permesso a un gruppo di ricercatori della KU Leuven, un’università belga, di hackerare una Model X.

Secondo quanto riporta Spiegel, un media tedesco, i ricercatori della KU Leuven avrebbero utilizzato un mini-PC Raspberry Pi per infiltrarsi nel sistema della Model X; una volta impostato a dovere, il mini computer permette di intercettare le onde emesse dal veicolo in un raggio di 5 metri, e dopo averle catturate permette di aprire l’auto. E’ la terza volta che i ricercatori della KU Leuven riescono ad aggirare i sistemi di sicurezza di Tesla, che è sempre molto riconoscente nei confronti di chi espone questo tipo di vulnerabilità. Il gruppo di ricerca ha ricevuto da Tesla una ricompensa di 5,500 $ grazie al Bug Bounty Program promosso dalla compagnia.

Ma le notizie su Tesla non sono finite qua per oggi, vi ricordate che vi dicevo che mettere a punto una linea di produzione di un’auto non è un’operazione semplice? La compagnia di Musk lo sa bene, vista la moltitudine di piccoli richiami che ha dovuto attivare nel tempo; l’ultimo è relativo a un piccolo batch di Model Y, prodotte nell’arco di due mesi, che potrebbero avere un difetto allo sterzo. Secondo quanto comunicato da Tesla successivamente all’inchiesta della NHTSA, si tratterebbe di una serie di bulloni molto importante nel sistema dello sterzo che non sarebbe stata stretta con la giusta coppia, creando un serio pericolo qualora si dovesse allentare.  In totale, sono state 473 le Model Y richiamate per verificare l’eventuale presenza del problema e rettificarlo. Tesla ha poi prontamente verificato la sua linea di produzione, per essere sicura di non ripetere l’errore.