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Tesla avvia una campagna di richiamo in Cina, per Model S e Model X

Tesla ha avviato una campagna di richiamo per 30.000 vetture tra Model S e Model X importate in Cina, a causa di problemi alle sospensioni; si tratta dell’ennesima battuta d’arresto per il produttore americano, che giorno dopo giorno si trova a dover affrontare una concorrenza sempre più agguerrita.

Sono stati richiamati tutti i veicoli prodotti tra il 17 settembre 2013 e il 15 gennaio 2018, secondo il comunicato diffuso venerdì da parte dell’organo competente alle regolazioni del mercato. Sono stati individuati due difetti evidenti, e alcuni dei veicoli richiamati potrebbero soffrire di entrambi.

Per il momento la compagnia non ha rilasciato commenti in merito.

La campagna di richiamo riguarda fondamentalmente una grossa parte delle auto che Tesla ha importato in Cina negli ultimi anni; all’inizio del 2020 Tesla ha iniziato a produrre le proprie auto direttamente a Shangai, per cui le vendite di auto importate si sono ridotte drasticamente.

La fabbrica di Shangai sta aiutando Tesla a guadagnare mercato in Cina, infatti il polo produttivo dovrebbe essere in grado di fornire fino a 200.000 auto all’anno; le immatricolazioni di nuove Tesla si attestano intorno agli 11.000 pezzi al mese, con 10.881 auto immatricolate a settembre 2020, secondo quanto riporta il China Automotive Information Net.

Tesla non è la sola a dover affrontare questi problemi tecnici, specialmente tra le aziende che realizzano auto elettriche: nelle ultime settimane grandi marchi come Hyundai, Ford e BMW sono stati investiti da report relativi ad auto elettriche guaste, o che addirittura hanno preso fuoco a causa di batterie difettose. Questi episodi rischiano di minare la fiducia del consumatore nei confronti delle auto elettriche, ed è importante che vengano gestiti e risolti rapidamente.