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Yamaha e Honda, prime moto a guida autonoma

Al prossimo Tokyo Motor Show che aprirà i battenti il 27 ottobre Yamaha e Honda presenteranno rispettivamente i prototipi MOTOROiD e Riding Assist-e, due moto caratterizzate dall'adozione di soluzioni futuribili come intelligenza artificiale, guida autonoma e motori elettrici. I puristi delle due ruote sicuramente storceranno il naso, pensando a un'inevitabile perdita del gusto della guida anche in questo settore, ma i due veicoli sono il segnale più inequivocabile di una tendenza che ha già investito in pieno le auto e non potrà non interessare anche le moto. Con alcune, significative differenze.

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Partiamo dal modello più avveniristico delle due, la Yamaha MOTOROiD. Contraddistinta da un approccio essenziale e da linee e soluzioni davvero inusuali, la moto è caratterizzata soprattutto dalle vistose batterie destinate ad alimentarne il motore, con una forma che ricorda le pile stilo ma anche i cilindri dei tradizionali motori a scoppio, dalle due cloche in stile caccia che sostituiscono il manubrio, dall'inusuale seduta con sostegno per la schiena e da una ciclistica aggressiva ma plausibile per uno street fighter del futuro come questo.

Yamaha non ha comunicato molti dettagli tecnici, non conosciamo dunque velocità massima o accelerazione della MOTOROiD, ma sappiamo che sarà dotata di intelligenza artificiale e capacità di guida autonoma. Se però siete tra quanti pensano che questa sarebbe la morte del piacere di guida vi sbagliate. L'intero progetto, secondo il produttore nipponico, è infatti incentrato sul concetto di "Kando", una parola giapponese che indica simultaneamente i sentimenti di profonda soddisfazione e intensa emozione che si sperimentano quando ci si imbatte in qualcosa di eccezionale valore.

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A detta di Yamaha infatti l'IA di cui è dotata la moto non servirà semplicemente a supplire alle nostre distrazioni alla guida quanto piuttosto a offrire un rapporto con la tecnologia che possa essere appagante quanto quello con un animale domestico intelligente. MOTOROiD dunque dovrebbe essere in grado di adattarsi alle esigenze del proprietario, magari facendosi trovare già davanti a casa all'orario giusto grazie alla conoscenza dei suoi impegni, impostando il percorso migliore per la destinazione prescelta o evitando buche e ostacoli.

Tutto ovviamente sarà maggiormente chiaro dopo la presentazione, ma Yamaha sembra voler suggerire un apporto tecnologico in grado di esaltare piuttosto che deprimere il piacere della guida, sollevando il motociclista da tutte quelle preoccupazioni e incombenze che non gli permettono di concentrarsi unicamente ‎sul gusto di guidare.

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Meno estrema nell'aspetto la Honda Riding Assist-e, che sembra anzi già pronta a un'eventuale commercializzazione , proprio per la scelta di soluzioni meno estreme, come ad esempio il forcellone monobraccio o la trasmissione a cardano. Anche questa moto però non rinuncia al suo tocco di futuro, proponendo non solo spigoli smussati, coda tronca e particolari hi-tech come i faretti anteriori a LED o la strumentazione digitale, ma anche un sistema proprietario che consente alla moto della casa dell'ala di restare in equilibrio da sola.

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Anche in questo caso non si tratta di una trovata fine a se stessa o di una soluzione proiettata verso una maggior sicurezza a scapito del piacere di guida. Al contrario, rendendo ad esempio le manovre a bassa velocità più semplici o consentendo inclinazioni maggiori per "pieghe" più ardite, il pilota è libero da "preoccupazioni" e può godere più profondamente delle emozioni che solo una moto sa trasmettere.


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