Il CEO di Anthropic Dario Amodei ha lanciato un duro attacco contro la decisione dell'amministrazione Trump di autorizzare la vendita di chip NVIDIA di fascia alta alla Cina, paragonando la mossa alla cessione di armamenti nucleari a un avversario. La dichiarazione, rilasciata durante il World Economic Forum di Davos, arriva in un momento di crescente tensione commerciale tra Stati Uniti e Cina nel settore strategico dell'intelligenza artificiale e dei semiconduttori avanzati.
La posizione di Amodei si inserisce in un dibattito più ampio sulla sicurezza tecnologica e il controllo delle esportazioni. A fine 2025, l'amministrazione Trump ha autorizzato le spedizioni degli acceleratori Nvidia H200 verso clienti cinesi, a condizione che Washington trattenga il 25% dei ricavi generati. Una decisione che ha diviso il mondo tech: da un lato i produttori di chip come NVIDIA e AMD, preoccupati per la perdita di un mercato che rappresenta metà dei ricercatori mondiali di AI, dall'altro gli sviluppatori di modelli come Anthropic, che vedono nella Cina un competitor strategico da contenere.
L'azienda fondata da Amodei ha assunto una posizione particolarmente restrittiva sulle esportazioni tecnologiche, sostenendo in una dichiarazione ufficiale che gli Stati Uniti mantengono un vantaggio significativo nella tecnologia dei semiconduttori avanzati. Secondo questa visione, i controlli all'export capitalizzano sul raddoppio della potenza di calcolo ogni due anni, creando un divario crescente mentre la tecnologia americana avanza e quella cinese rallenta. "Siamo molti anni avanti rispetto alla Cina nella capacità di produrre chip", ha ribadito il CEO questa settimana.
L'allarme di Amodei si concentra sul rischio che l'accesso a semiconduttori più sofisticati possa rafforzare la competitività di sviluppatori cinesi come DeepSeek, specialmente nell'adozione enterprise. Il mercato dei modelli open weights, dominato da attori cinesi, offre alle aziende garanzie sulla sicurezza dei dati che i modelli proprietari americani, accessibili solo tramite API, faticano a replicare. Mentre OpenAI, Google e Anthropic chiedono ai clienti di fidarsi di promesse vaghe sul non utilizzo dei dati per ulteriori addestramenti, i modelli cinesi possono essere eseguiti completamente on-premise, eliminando il rischio di fughe di informazioni sensibili.
Tuttavia, il CEO di Anthropic minimizza la minaccia attuale rappresentata dai competitor cinesi. "Non ci hanno mai davvero raggiunto", ha dichiarato, suggerendo che i modelli cinesi sono ottimizzati per brillare nei benchmark, ma potrebbero non performare altrettanto bene in applicazioni reali. Una critica che solleva interrogativi sulla metodologia di valutazione delle capacità AI e sulla distanza tra test standardizzati e prestazioni operative.
La realtà però diversa: alcuni acquirenti stanno scegliendo soluzioni cinesi. La scarsità di alternative valide nel segmento open weights di livello frontier rappresenta un vantaggio competitivo per gli sviluppatori cinesi, nonostante Anthropic identifichi OpenAI e Google come concorrenti principali. La società stessa non ha rilasciato i suoi modelli di punta come open weights, limitandosi a collaborazioni selettive con partner come Amazon Web Services, che fornisce infrastruttura di calcolo.
La controversia solleva questioni più ampie sulla frammentazione tecnologica globale. Il rischio di un decoupling tra ecosistemi americano e cinese potrebbe accelerare lo sviluppo di supply chain parallele, con conseguenze sui costi e sui tempi di sviluppo per l'intera industria. Resta da vedere se la strategia protezionistica sostenuta da Anthropic preserverà effettivamente il vantaggio americano o alimenterà semplicemente l'autosufficienza tecnologica cinese, con effetti controproducenti nel medio termine.