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10 idee per usare ChatGPT-5 al massimo e ottenere risultati straordinari

L'efficacia dei modelli IA dipende dalla qualità dei comandi. Questa guida offre 10 tecniche avanzate per professionisti per ottimizzare i risultati concreti.

Avatar di Valerio Porcu

a cura di Valerio Porcu

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 22/08/2025 alle 09:00

La notizia in un minuto

  • Il successo con GPT-5 dipende più dalla qualità del prompting che dalla potenza del modello: trattare l'interazione come una conversazione professionale piuttosto che come impartizione di comandi
  • Un prompt efficace deve definire il ruolo dell'AI, essere specifico nel compito e fornire contesto dettagliato su pubblico, tono e obiettivi per ottenere risposte su misura
  • Le tecniche avanzate includono la suddivisione di progetti complessi, l'uso di esempi concreti e l'iterazione strategica per raffinare progressivamente i risultati mantenendo il contesto conversazionale

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Con l'arrivo dei modelli linguistici di ultima generazione, professionisti e aziende si trovano di fronte a un cambio di paradigma. Non si tratta più di interrogare un motore di ricerca evoluto, ma di dialogare con un partner che ha un suo modo di ragionare. Il potenziale è molto alto, se si sa come gestire lo strumento e come estrarne il miglior risultato possibile. 

Sfruttarne appieno il potenziale richiede di abbandonare l'approccio passivo della semplice domanda per adottare una strategia attiva, quasi ingegneristica, nella costruzione del dialogo. La qualità dell'output non è un colpo di fortuna, ma la conseguenza diretta della precisione con cui si progetta l'input. In poche parole, bisogna parlarci e ragionare con il modello, andando oltre la “semplice domandina”. Un leit-motif che ripetiamo già da molto tempo, ma sono ancora molti quelli che non padroneggiano appieno i chatbot. 

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L'importanza di questa evoluzione è strategica. Delegare all'IA compiti complessi come l'analisi di codice, la stesura di documenti tecnici o la modellazione di strategie di business senza una guida precisa porta a risultati mediocri, generici e spesso inaffidabili. Padroneggiare l'arte di formulare richieste avanzate significa trasformare questi strumenti, da assistenti volenterosi ma imprecisi, a veri e propri amplificatori delle capacità cognitive e produttive umane, capaci di accelerare l'innovazione e risolvere problemi complessi con una profondità prima inaccessibile.

Questa guida non è una semplice lista di “trucchi”, ma un framework operativo pensato per chi già conosce un po’ le basi e vuole passare al livello successivo. I 10 comandi che seguono vanno quindi intesi come principi guida, non come frasi rigide da incollare nella casella di input. 

Principi che valgono per GPT-5, il modello più recente, ma anche per Gemini, Claude e gli altri strumenti che potreste trovare sul vostro cammino professionale. Padroneggiare queste tecniche permette di ottenere risultati più accurati, ridurre il numero di iterazioni necessarie e, in definitiva, integrare l'intelligenza artificiale nel proprio flusso di lavoro in modo realmente efficace.

Ingegneria del dialogo: i primi cinque pilastri

Il primo passo per elevare la qualità delle interazioni è smettere di dare ordini e iniziare a fornire contesto. Assegnare un ruolo specifico all'intelligenza artificiale è uno dei sistemi più noti, e la sua importanza è fondamentale anche oggi. Iniziare un prompt con "Agisci come un esperto di cybersecurity specializzato in penetration testing" oppure "Assumi il ruolo di un avvocato specializzato in proprietà intellettuale" costringe il modello a filtrare la sua vasta conoscenza attraverso una lente specialistica. Questo non solo migliora la pertinenza della risposta, ma adatta anche il lessico, il tono e la struttura del testo al dominio professionale richiesto, eliminando la genericità tipica delle risposte non guidate.

Per affrontare problemi complessi, è controproducente chiedere una soluzione diretta. È molto più efficace scomporre il proprio ragionamento, obbligando l'IA a fare lo stesso. L’idea è derivata dalla tecniche di problem solving e rimanda al concetto di dividere un problema complesso in molti problemi semplici, per poi affrontarli separatamente. 

Il primo passo per elevare la qualità delle interazioni è smettere di dare ordini e iniziare a fornire contesto

Certamente. Ecco un elenco numerato, semplice e diretto, che riassume i 10 comandi. È perfetto per essere inserito come box di riepilogo.

I 10 comandi in sintesi

  1. Assegna un ruolo: Definisci un'identità precisa all'IA ("Agisci come un esperto di...") per focalizzare le sue risposte.
  2. Scomponi il ragionamento: Chiedi di procedere "passo dopo passo" per aumentare l'accuratezza nei compiti complessi.
  3. Mostra, non descrivere: Fornisci esempi concreti dell'output desiderato per guidare formato e stile.
  4. Struttura il prompt: Organizza le richieste complesse con delimitatori e intestazioni per evitare ambiguità.
  5. Imponi dei vincoli: Specifica chiaramente cosa l'IA non deve fare (es. limiti di parole, argomenti da escludere).
  6. Dialoga e raffina: Tratta la prima risposta come una bozza e migliorala con istruzioni successive.
  7. Attiva l'autocritica: Chiedi all'IA di valutare e correggere i punti deboli della propria risposta.
  8. Inverti la prospettiva: Usa il modello come "avvocato del diavolo" per trovare i difetti delle tue idee.
  9. Fornisci le fonti: Integra dati e documenti esterni e istruisci l'IA a usare solo quelli per garantire la veridicità.
  10. Crea dei template: Salva le strutture di prompt più efficaci per le tue attività ricorrenti e riutilizzale.

La tecnica nota come "Chain of Thought" (CoT), introdotta da Google Brain, consiste nel chiedere al modello di "ragionare passo dopo passo" prima di fornire la risposta finale. Questo approccio non solo permette di seguire la logica dell'IA, identificando eventuali errori nel processo, ma migliora drasticamente l'accuratezza nei compiti che richiedono logica, calcolo o deduzioni complesse. La trasparenza del processo diventa più importante del risultato immediato.

AI Freepik
risposte intelligenza artificiale

Un'altra tecnica potente, derivata dall'addestramento stesso dei modelli, è il "few-shot learning". Invece di descrivere a parole l'output desiderato, è più efficiente mostrare esempi concreti. Se si necessita di un report in formato JSON o di un testo con uno stile particolare, fornire al modello due o tre esempi di alta qualità all'interno del prompt stesso gli permette di inferire la struttura, il formato e il tono con una precisione irraggiungibile da una semplice descrizione. In genere è possibile anche fornire dei file, magari dei PDF che il vostro LLM potrà usare come template della risposta. Questo metodo riduce l'ambiguità e accelera il processo, istruendo il modello per emulazione piuttosto che per interpretazione.

Quando le richieste diventano articolate, contenendo dati, istruzioni multiple e vincoli di formattazione, è essenziale strutturare le richieste complesse. L'uso di delimitatori, come i backtick (```) per il codice, tag in stile XML (es. ...) o semplici intestazioni in Markdown, permette di creare "mega-prompt" ordinati e facilmente interpretabili dal modello. Questa compartimentazione aiuta l'IA a distinguere chiaramente tra le istruzioni, i dati su cui lavorare e le regole di formattazione dell'output, prevenendo la "contaminazione" tra le diverse parti della richiesta.

Infine, tanto importante quanto dire all'IA cosa fare, è dirle cosa non fare. Definire vincoli espliciti è un comando potente per affinare il risultato. Istruzioni come "Non usare un linguaggio promozionale", "Evita di menzionare l'azienda X", "La risposta non deve superare le 300 parole" o "Usa un tono formale e impersonale" agiscono come guardrail che mantengono l'output all'interno dei confini desiderati. Questa "guida negativa" è particolarmente utile per allineare il testo a specifiche linee guida editoriali o a requisiti progettuali molto stretti.

Ottimizzazione e collaborazione avanzata

Il dialogo con un'IA non è un evento singolo, ma un processo. È un errore aspettarsi la perfezione al primo tentativo. La strategia vincente è iterare e raffinare incrementalmente, trattando la prima risposta come una bozza. Comandi successivi come "Approfondisci il terzo punto", "Riformula il secondo paragrafo in modo più conciso" o "Sostituisci tutti i termini tecnici con sinonimi più accessibili" permettono di guidare il modello verso il risultato finale con la stessa logica con cui si collaborerebbe con un assistente umano. Ogni interazione è un passo di un processo di raffinamento collaborativo.

Quando le richieste diventano articolate, contenendo dati, istruzioni multiple e vincoli di formattazione, è essenziale strutturare le richieste complesse

Un passaggio ulteriore consiste nell'usare il modello per migliorare sé stesso. È possibile attivare l'autocritica dell'IA, chiedendole di revisionare il proprio lavoro sulla base di criteri precisi. Un prompt come: "Analizza il testo che hai appena scritto e identifica le tre principali debolezze argomentative, suggerendo come migliorarle" spinge il modello a un livello superiore di analisi. Questa tecnica è estremamente efficace per rafforzare testi, validare la logica di un codice o semplicemente per ottenere una seconda opinione "algoritmica" sul proprio stesso lavoro.

Per stimolare la creatività e l'analisi critica, una delle tecniche più potenti è invertire la prospettiva del modello. Invece di chiedere di sviluppare un'idea, gli si può chiedere di distruggerla. Comandi come "Agisci come un investitore scettico e trova tutti i possibili punti deboli di questo business plan" o "Vesti i panni di un hacker e descrivi come potresti sfruttare le vulnerabilità di questo codice" trasformano l'IA in un "avvocato del diavolo", uno strumento prezioso per limitare la fragilità di un progetto e per scoprire punti ciechi nel proprio ragionamento.

I modelli linguistici non sono onniscienti e le loro conoscenze sono limitate alla data del loro ultimo addestramento. Per compiti che richiedono informazioni aggiornate o specifiche, è cruciale integrare e validare con dati esterni. Fornire nel prompt il testo completo di un articolo, un report in PDF o dati numerici e istruire il modello a basare la sua analisi esclusivamente su quella fonte ("Usa solo i dati forniti nel documento per rispondere") garantisce la pertinenza e la veridicità delle risposte, mitigando il rischio di allucinazioni e informazioni obsolete.

L'efficienza nel lavoro con l'IA si basa sulla ripetibilità. Una volta identificata una struttura di prompt che funziona per un compito ricorrente, come la stesura di un report settimanale o la generazione di test unitari per il software, il passo finale è creare e standardizzare template personali. Salvare questi schemi di prompt permette di riutilizzarli rapidamente, garantendo coerenza e qualità nei risultati nel tempo. Costruire una libreria personale di "ricette" di prompt è l'ultimo passo per trasformare l'interazione con l'IA da un'arte improvvisata a una disciplina scientifica e produttiva.

Oltre il comando: verso la co-creazione

Padroneggiare queste tecniche segna il passaggio da un uso consumistico dell'intelligenza artificiale a uno professionale e co-creativo. La capacità di dialogare efficacemente con i modelli, spesso definita "Prompt Engineering", sta emergendo come una delle competenze trasversali più richieste nel mercato del lavoro ad alta tecnologia. Non si tratta di un'abilità puramente tecnica, ma ibrida, che unisce logica, creatività e una profonda comprensione del dominio di applicazione per tradurre un'intenzione umana in un'istruzione che una macchina possa eseguire a un livello di eccellenza.

Per compiti che richiedono informazioni aggiornate o specifiche, è cruciale integrare e validare con dati esterni

Questo nuovo paradigma di collaborazione uomo-macchina, tuttavia, non è privo di incognite. L'enorme aumento di produttività che promette deve essere bilanciato con la consapevolezza dei rischi. Secondo alcuni un uso eccessivo di questo strumenti potrebbe, a lungo termine, ridurre le nostre capacità cognitive. 

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Ma, soprattutto, esiste il rischio che con il tempo abbassiamo la guardia: se all’inizio il revisore umano è attento a controllare tutti i dettagli dell'output, con il tempo potrebbe cominciare a pensare che non serve essere così attenti, che dopotutto i risultati generalmente vanno bene. Ed è lì che si annida un grande pericolo, perché di apre la porta a errori anche gravi che si fanno strada nel risultato finale. 

Se dal primo momento è chiaro che l'obiettivo non è mai delegare il pensiero, in altre parole, potrebbe capitare che con il tempo ciò accada anche dove si è creato un ruolo di supervisione e controllo. 

Infine, un pensiero sull’impatto energetico e ambientale. Ogni prompt, specialmente quelli che innescano ragionamenti complessi e iterazioni multiple, richiede una significativa quantità di risorse computazionali. La crescente sofisticazione delle nostre interrogazioni si traduce in un maggiore consumo energetico nei data center che ospitano queste infrastrutture. Una maggiore consapevolezza di questo costo invisibile è il primo passo verso un utilizzo più responsabile e sostenibile, orientato a massimizzare il valore di ogni singola interazione, evitando sprechi di calcolo per richieste futili o mal formulate. L'efficienza nel dialogo con l'IA non è solo una questione di produttività, ma anche di responsabilità ecologica.

In altre parole, potete creare immagini da meme e potete crearne di incredibili usando un prompt complesso. Ma non significa che dovreste farlo. 

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