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IA agentica: 6 tendenze per il 2026

Nel 2026 l'osservabilità dei sistemi sarà cruciale per sicurezza e resilienza, mentre l'IA agentica introduce nuova complessità operativa.

Avatar di Antonino Caffo

a cura di Antonino Caffo

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 23/01/2026 alle 11:29

La notizia in un minuto

  • La resilienza dei sistemi diventerà il nuovo standard di eccellenza operativa, integrando sicurezza, affidabilità e osservabilità come elementi inscindibili per garantire continuità anche sotto pressione
  • L'intelligenza artificiale agentica introduce complessità senza precedenti che richiede basi solide e maturità organizzativa prima di implementare operazioni autonome
  • Si profila una convergenza tra team AI e cloud dove l'intelligenza artificiale diventerà componente ordinaria dei servizi digitali e gli esseri umani passeranno dall'esecuzione alla supervisione strategica

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Il 2026 rappresenterà un punto di non ritorno per le aziende che dovranno necessariamente potenziare la capacità di osservare i propri sistemi informatici. Un obiettivo non più rimandabile per garantire sicurezza, continuità operativa e capacità di resistere agli imprevisti in un panorama digitale sempre più complesso. 

La sfida più significativa riguarda la resilienza dei sistemi, destinata a diventare il nuovo metro di valutazione dell'eccellenza operativa. In un ecosistema dove le architetture sono sempre più distribuite e interconnesse, anche un guasto apparentemente insignificante può propagarsi come un effetto domino attraverso applicazioni, piattaforme cloud, circuiti di pagamento e servizi forniti da terze parti. Le organizzazioni più avanzate non tratteranno più sicurezza, affidabilità, disponibilità e osservabilità come discipline separate, ma le considereranno facce di una stessa medaglia: la capacità intrinseca di un sistema di assorbire gli shock, recuperare rapidamente le funzionalità e mantenere un'esperienza utente coerente anche sotto pressione.

La maturità, non l'ambizione, determinerà chi avrà successo nell'autonomia operativa

Per Bernd Greifeneder, CTO & Founder, Dynatrace, c'è la necessità di costruire fondamenta solide prima di lanciarsi verso l'autonomia operativa. La maturità organizzativa, più che l'ambizione tecnologica, determinerà chi riuscirà a implementare con successo operazioni autonome. L'intelligenza artificiale non potrà agire in modo indipendente finché i sistemi, i processi e gli automatismi sottostanti non saranno stabili, comprensibili e completamente osservabili. Prima di correre verso sistemi agentici sofisticati, insomma, occorre assicurarsi che le basi siano granitiche.

Sul fronte dell'intelligenza artificiale agentica, si prospetta una nuova era di complessità sistemica senza precedenti. Questa tecnologia introduce livelli di interazione tra sistemi molto più potenti ma esponenzialmente più difficili da gestire. Quando gli agenti coordinano attività, scambiano informazioni contestuali e innescano azioni a cascata, persino ambienti digitali ben progettati possono generare comportamenti imprevedibili. La maggior parte delle organizzazioni non è ancora pronta per questo salto di paradigma e senza un'osservabilità robusta accompagnata da governance coerente, questi sistemi rischiano di diventare ingestibili.

L'affidabilità emerge come fondamento imprescindibile per il progresso dell'intelligenza artificiale. Le aziende stanno riconoscendo che la creatività generativa dei modelli stocastici non basta da sola: servono anche basi deterministiche e segnali fattuali verificabili. La prossima fase evolutiva dell'IA dipenderà tanto dalla potenza dei modelli quanto dalla solidità delle fondamenta strutturate che garantiscono output attendibili e coerenti nel tempo.

Si profila inoltre una rivoluzione nel modello operativo basata sulla collaborazione tra esseri umani e macchine. Con l'evoluzione dell'IA agentica, il ruolo delle persone si sposterà dall'esecuzione di compiti alla definizione di obiettivi strategici, alla formulazione di direttive e alla supervisione dei processi. I sistemi acquisiranno maggiore contesto e capacità di azioni coordinate, mentre gli esseri umani manterranno la responsabilità finale sui risultati e il giudizio trasversale. Le organizzazioni si affideranno all'intelligenza artificiale per analizzare relazioni complesse, identificare rischi potenziali e avviare azioni sicure in modo automatico.

Infine, assisteremo a una convergenza senza precedenti tra i team che si occupano di intelligenza artificiale e quelli dedicati al cloud. L'IA cesserà di essere una disciplina isolata per trasformarsi in una componente ordinaria della distribuzione di software cloud-native, integrata nei servizi digitali con la stessa naturalezza di database e altri sistemi fondamentali. Ingegneria dell'intelligenza artificiale, ingegneria cloud, reliability engineering e sicurezza informatica confluiranno in un modello operativo condiviso, caratterizzato da pipeline comuni, obiettivi di livello di servizio unificati e responsabilità integrate lungo l'intero ciclo di vita dei servizi abilitati dall'IA.

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