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Il Covid-19 accelera il cloud? Per Nutanix si

Quando ci saremo lasciati alle spalle l’emergenza legata al Covid-19, sarà difficile tornare subito a vivere come prima. Il telelavoro si diffonderà ancor di più e ciò rende il cloud ancora più interessante. Ne è convinto Andrew Brinded, Vice President e Sales Chief Operating Officer di Nutanix.

«Le aziende dovranno ripensare procedure, processi, business continuity nonché i modelli di business che dovranno adattarsi a nuove situazioni. In ambito retail, ad esempio, gli acquirenti cercheranno nuove esperienze in alternativa alle vie dello shopping e ai negozi affollati. Ciò può significare marciapiedi più ampi, orari prolungati di apertura dei negozi, un numero limitato di persone negli store e nuove modalità di pagamento senza l’utilizzo di contanti».

Mark Kleinman, professore di Public Policy al Kings College di Londra ha scritto di recente che da un giorno all’altro, molti di quelli che erano considerati i vantaggi delle grandi città si sono trasformati in vulnerabilità. Ciò che prima era auspicato: affollamento, vicinanza, prossimità, accessibilità; tutto ciò che contribuisce a quello che gli economisti definiscono “benefici dell’agglomerazione” e che gli specialisti dell’urbanistica chiamano “vitalità e dinamismo”, ora è temuto.

Google Cloud Pipeline dentro

«Non possiamo prevedere quanto saranno significativi questi cambiamenti né quanto dureranno ma certamente richiederanno una flessibilità organizzativa senza precedenti. Probabilmente se ne saranno già rese conto, ma le aziende dovranno essere più flessibili, più agili e con una maggiore capacità di adattamento, in modo che al prossimo evento eccezionale inatteso non ci siano più scuse» continua Brinded.

Del resto, abbiamo visto aziende ancorate a sistemi legacy che non riescono a muoversi alla velocità necessaria per adattarsi a una nuova realtà di business virtuale. E ciò favorirà definitivamente il passaggio al cloud computing.

«Naturalmente, ci sono diversi modi per fornire flessibilità, ma il cloud è l’opzione ideale per diverse ragioni. Ad esempio per la centralizzazione. Il cloud offre un hub per la gestione dei contenuti in cui i documenti e gli audit vengono conservati per il processo degli ordini e la conformità normativa».

Ma per Nutanix ciò ha conseguenze anche sulla collaborazione. «Il cloud è l’ideale per riunioni in team o reti del valore. Qualsiasi app è intrinsecamente collaborativa. Ciò diventerà sempre più importante poiché le aziende svilupperanno ecosistemi di partner per co-creare e ideare prodotti e servizi che si distinguano dall’offerta della concorrenza e possano essere commercializzati ad un prezzo più alto».

Per non dimenticare costi e sicurezza. Il primo punto vede una gestione dei costi basata su un modello di abbonamento, quindi variabile a seconda dell’utilizzo. Ciò è di grande valore e evita il così detto “shock da bolletta”. Poi la sicurezza, con le aziende che devono garantire ai telelavoratori un’adeguata protezione, così come le policy di difesa dai criminali informatici.

«Sebbene la sicurezza sia sempre stata una preoccupazione o un ostacolo all’adozione del cloud pubblico, i servizi in cloud hanno il vantaggio di essere gestiti attraverso data center altamente qualificati e con più competenze in materia di sicurezza di quanto le imprese possano permettersi».

Secondo il manager di Nutanix, molte aziende dovranno comunque avere la possibilità di testare processi nuovi e rivisitati durante e dopo la crisi. Le piattaforme cloud forniscono i banchi di prova adatti a tale scopo, senza incorrere in elevati costi e rischi.