La domanda è semplice, "ne avevamo davvero bisogno?" Microsoft ha scelto la conferenza NRF 2026 dedicata al retail per svelare Copilot Checkout, un sistema che permette di completare gli acquisti direttamente all'interno dell'assistente digitale Copilot, senza dover più passare attraverso il sito del venditore. Una promessa che fa leva sul risparmio di tempo, anche se si parla letteralmente di pochi secondi e un paio di clic del mouse.
Il servizio è già operativo negli Stati Uniti e vanta partnership con nomi di peso nell'e-commerce come PayPal, Shopify, Stripe ed Etsy. Tra i rivenditori che hanno aderito all'iniziativa figurano catene note come Urban Outfitters, Anthropologie e Ashley Furniture. L'architettura del sistema prevede che Microsoft mantenga il controllo dell'interfaccia, mentre i rivenditori conservano il ruolo di merchant effettivi, garantendosi così l'accesso ai preziosi dati dei clienti.
La questione delle garanzie contro gli errori dell'intelligenza artificiale rimane però aperta. Non è chiaro quali misure di sicurezza siano state implementate per evitare che il sistema, preda di quelle che nel gergo tecnico vengono chiamate "allucinazioni" dell'AI, finisca per acquistare prodotti completamente diversi da quelli desiderati. Engadget ha contattato Microsoft per chiarire sia gli aspetti legati alla gestione economica delle transazioni sia i meccanismi di protezione contro eventuali errori.
Il tema non è nuovo nel panorama dell'intelligenza artificiale applicata al commercio. OpenAI aveva già lanciato qualche mese fa un assistente per gli acquisti con funzionalità simili, ammettendo però candidamente che il sistema "potrebbe commettere errori relativi ai dettagli dei prodotti come prezzo e disponibilità". Per questo motivo, la stessa azienda raccomandava agli utenti di verificare sempre le informazioni direttamente sul sito del venditore.
Microsoft, al contrario, promuove Copilot Checkout come una soluzione che elimina completamente la necessità di visitare il sito del commerciante. Questo lascia intendere che l'azienda di Redmond abbia risolto i problemi tecnici che affliggono soluzioni analoghe. Tuttavia, un recente rapporto di The Information solleva dubbi su questa certezza, evidenziando le difficoltà incontrate da OpenAI nell'integrare i partner commerciali nella propria piattaforma.
Vale la pena ricordare che il concetto di acquisto automatizzato non rappresenta affatto una novità assoluta. A essere nuova è solo la confezione basata sull'intelligenza artificiale. Chi ha memoria ricorderà i particolari pulsanti lanciati da Amazon oltre dieci anni fa, dispositivi fisici che permettevano di completare un acquisto con una semplice pressione. Il progetto, per quanto innovativo all'epoca, non ha lasciato un'impronta duratura nelle abitudini di consumo.
La tema per Microsoft sarà dimostrare che questa tecnologia offre un valore aggiunto reale e non solo una soluzione in cerca di un problema. L'integrazione con piattaforme consolidate come PayPal e Shopify rappresenta certamente un punto di forza, così come la rete di rivenditori partner. Resta da vedere se i consumatori accoglieranno con entusiasmo l'idea di delegare le decisioni d'acquisto a un assistente virtuale o se preferiranno mantenere il controllo diretto sull'esperienza di shopping online.