Due delle aziende di Elon Musk hanno presentato una causa presso il tribunale federale del Texas contro Apple e OpenAI, accusando le due compagnie di aver orchestrato un sistema anticoncorrenziale che danneggia l'innovazione nel settore dell'intelligenza artificiale. La disputa nasce dalla frustrazione del magnate sudafricano per quello che considera un trattamento discriminatorio nei confronti di Grok, il chatbot sviluppato dalla sua startup xAI, all'interno dell'ecosistema dell'App Store di Apple.
Secondo i documenti depositati in tribunale, Musk sostiene che Apple e OpenAI abbiano stabilito un'alleanza strategica finalizzata a mantenere le loro posizioni dominanti nei rispettivi mercati. L'accusa più pesante riguarda la presunta creazione di barriere artificiali che impedirebbero ad altre aziende di intelligenza artificiale di competere su un piano di parità nell'App Store di Apple. "Lavorando in tandem, Apple e OpenAI hanno blindato i mercati per mantenere i loro monopoli e impedire a innovatori come X e xAI di competere", si legge nella documentazione legale presentata dalle società di Musk.
Il cuore della controversia risiede nella decisione di Apple di non includere Grok nella sezione "Must Have" del proprio store digitale, una vetrina che può determinare il successo o il fallimento di un'applicazione. Per Musk, questa esclusione non è casuale ma rappresenta una manovra politica orchestrata per favorire OpenAI, l'azienda dietro ChatGPT che ha stretto partnership strategiche con la casa di Cupertino.
La strategia di difesa contro l'innovazione
La causa dipinge un quadro in cui Apple, preoccupata per la tenuta del suo dominio nel mercato degli smartphone, avrebbe scelto di allearsi con quella che viene definita "la compagnia che più beneficia dall'inibire competizione e innovazione nell'IA". Questa collaborazione, secondo le accuse, costituirebbe una violazione evidente delle normative antitrust statunitensi, creando un sistema che penalizza automaticamente qualsiasi competitor di OpenAI.
Le tensioni erano esplose pubblicamente all'inizio del mese quando Musk aveva annunciato su X la sua intenzione di intraprendere azioni legali contro Apple per quello che aveva definito un comportamento scorretto. "Apple si sta comportando in modo da rendere impossibile a qualsiasi azienda diversa da OpenAI raggiungere la posizione numero uno nell'App Store, il che costituisce una violazione antitrust inequivocabile", aveva scritto il miliardario sulla sua piattaforma social.
Le contromosse e la guerra delle dichiarazioni
La risposta delle aziende accusate non si è fatta attendere, con toni che rivelano la profondità del conflitto in corso. Apple ha reagito attraverso una dichiarazione rilasciata a Bloomberg, sostenendo che il proprio store è "progettato per essere equo e privo di pregiudizi". Un portavoce di OpenAI si è spinto oltre, definendo l'iniziativa legale di Musk come "coerente con il suo schema ricorrente di molestie" nei confronti dell'azienda guidata da Sam Altman.
Il confronto tra Altman e Musk si è trasformato in un vero e proprio duello pubblico su X, con scambi di accuse che hanno coinvolto non solo questioni commerciali ma anche visioni contrapposte sul futuro dell'intelligenza artificiale