L'intelligenza artificiale sta ridisegnando il mercato del lavoro globale, ma non esattamente come previsto dagli esperti un decennio fa. Secondo Jensen Huang, CEO di NVIDIA, la rivoluzione dell'AI non si tradurrà semplicemente nell'eliminazione di posizioni impiegatizie: parallelamente alla scomparsa di alcuni ruoli d'ufficio a bassa creatività, assisteremo a un'esplosione della domanda per lavoratori specializzati nei settori edile, elettrico e impiantistico. La ragione è puramente infrastrutturale: l'implementazione su scala planetaria dell'AI richiede una costruzione fisica senza precedenti nella storia dell'umanità.
Durante una conversazione con Laurence D. Fink, amministratore delegato di BlackRock, al World Economic Forum 2026, Huang ha delineato uno scenario preciso: "Stiamo parlando del più grande sviluppo infrastrutturale della storia umana, che genererà un'enorme quantità di posti di lavoro". L'elenco delle figure professionali richieste spazia da idraulici ed elettricisti a operai siderurgici, tecnici di rete e installatori specializzati nell'allestimento di data center e fabbriche dedicate all'AI.
Il CEO di NVIDIA ha fornito dati concreti sull'impatto economico di questa trasformazione negli Stati Uniti: i salari per chi costruisce stabilimenti di chip, fabbriche di computer o data center AI sono praticamente raddoppiati, raggiungendo cifre a sei cifre. "Negli Stati Uniti stiamo assistendo a un boom davvero significativo in questi settori, con una grave carenza di manodopera qualificata", ha sottolineato Huang, evidenziando come la crescita della domanda stia superando di gran lunga l'offerta di lavoratori specializzati.
L'analisi di Huang si è concentrata anche su un caso paradigmatico che sfida le previsioni catastrofiste sul futuro del lavoro: la radiologia. Dieci anni fa, questa specializzazione medica veniva indicata come una delle prime professioni destinate all'estinzione a causa dell'AI, dato che le reti neurali avevano raggiunto capacità sovrumane nell'analisi delle immagini diagnostiche. La realtà si è rivelata completamente diversa: sebbene l'intelligenza artificiale sia oggi pervasiva in ogni aspetto della radiologia e i medici utilizzino quotidianamente algoritmi per studiare le scansioni, il numero di radiologi è effettivamente aumentato.
Secondo il CEO di NVIDIA, questo apparente paradosso ha una spiegazione logica legata all'interazione uomo-macchina. La capacità dell'AI di analizzare scansioni in tempi infinitesimali ha liberato i radiologi dal lavoro puramente tecnico, permettendo loro di dedicare più tempo all'interazione diretta con i pazienti, alla diagnosi contestualizzata e al coordinamento con altri clinici. Il risultato netto è stato un miglioramento degli esiti clinici e un aumento della capacità complessiva degli ospedali di assistere più pazienti, con conseguente crescita dei ricavi delle strutture sanitarie.
La prospettiva delineata da Huang suggerisce un modello evolutivo del mercato del lavoro più articolato rispetto alle semplificazioni che vedono l'AI come pura sostituzione dell'elemento umano. Mentre alcune posizioni impiegatizie che non richiedono esperienza significativa o capacità creative potrebbero effettivamente scomparire, l'ecosistema tecnologico che rende possibile l'AI richiede competenze fisiche e tecniche tradizionali su una scala senza precedenti. La sfida per i sistemi educativi e formativi sarà preparare adeguatamente le nuove generazioni a questi ruoli in forte espansione, evitando il disallineamento tra domanda e offerta che sta già creando carenze critiche di personale qualificato.