Veronica M. Pruinelli ed Erik P. Sganzerla
L'uso delle mani è fondamentale nell'apprendimento, specialmente nei primi anni di vita. Le mani non sono solo strumenti di interazione fisica con l'ambiente, ma sono anche essenziali per lo sviluppo cognitivo e motorio.
Come usiamo le mani per imparare
Il tatto è il primo dei sensi a svilupparsi nei neonati e l’area corticale sensorimotoria della mano, in particolare, è estesamente rappresentata rispetto al resto del corpo. Ciò consente, attraverso le reti neurali in sviluppo, una precoce formazione di engrammi sia con la corteccia insulare coinvolta nell’equilibrio emozionale che con le aree prefrontali, sede del pensiero critico.
Il tatto comunica emozioni e stimola la produzione di ossitocina, dopamina e serotonina, neurotrasmettitori implicati nel condizionare uno stato di benessere.
L’apprendimento esperienziale, che implica l’uso attivo delle mani, favorisce quindi una comprensione più profonda e duratura dei concetti.
Sviluppo Sensoriale e Motorio
Le mani giocano un ruolo cruciale nello sviluppo sensoriale. Attraverso il tatto, i bambini esplorano il mondo che li circonda, acquisendo informazioni su forma, dimensione e consistenza.
Maria Montessori, ad esempio, con una felice intuizione, ha compreso come seguire con le dita il contorno delle lettere dell’alfabeto può facilitare il successivo apprendimento della scrittura e della lettura.
Manipolare oggetti, costruire e disfare costruzioni, o semplicemente toccare diverse superfici, stimola i sensi e promuove la curiosità. Questa esplorazione tattile è fondamentale per costruire le basi del pensiero critico e della risoluzione dei problemi.
Apprendimento Attivo
L'apprendimento attivo, che coinvolge il fare piuttosto che il solo ascoltare o osservare, è dimostrato essere più efficace. Attività come il disegno, la scrittura, la modellazione con la plastilina o la lavorazione del legno sviluppano non solo abilità motorie fini, ma anche capacità cognitive. I bambini che partecipano a queste attività tendono a mostrare maggiore creatività e capacità di pensiero critico.
Una recente metanalisi condotta da Packheiser e coll. (Nature Human Behaviour, 8 giugno 2024, 1088-1107) ha dimostrato come le relazioni tattili sono benefiche sia per la salute fisica che mentale. Riducono dolore, depressione e ansia negli adulti e nei bambini. Riducono altresì i livelli ematici di cortisolo, l’ormone dello stress.
Rischio di cecità sulle dita
Tuttavia, nella società moderna, c'è un crescente rischio di cecità sulle dita, ovvero la perdita della sensibilità e della competenza manuale. L'uso eccessivo di dispositivi digitali e tecnologie, che richiedono poco più che il tocco di un dito, può portare a una diminuzione delle abilità motorie fini (cd. “cecità tattile”).
I bambini, abituati a interagire con schermi, possono trovare difficile svolgere attività che richiedono destrezza manuale, come scrivere a mano o utilizzare strumenti.
Conseguenze a Lungo Termine
La cecità tattile può avere conseguenze a lungo termine: non solo il bambino può avere difficoltà nell'apprendimento di abilità pratiche, ma può anche riscontrare maggiori difficoltà a livello sociale anche nella capacità di comunicare efficacemente. Le abilità manuali sono spesso correlate alla capacità di esprimere emozioni, pensieri e idee in modo tangibile, e la loro mancanza può compromettere la fiducia in sé e l'autoefficacia.
La cecità tattile in generale può privare di uno dei mezzi che potenziano sensazioni di sicurezza, benessere e felicità, antidoto alle crescenti ansia e solitudine.
Nascita e sviluppo del concetto di cecità tattile
Il concetto di "cecità tattile" non è attribuito a un singolo autore, ma è una metafora che si riferisce alla perdita di abilità e sensibilità manuale in un contesto moderno, caratterizzato dall'uso eccessivo e incontrollato di dispositivi digitali e della tecnologia. Questo tema è stato esplorato in vari contesti da educatori, psicologi e studiosi di pedagogia.
Ad esempio, alcuni ricercatori nel campo della psicologia dello sviluppo e dell'educazione hanno sottolineato l'importanza delle esperienze tattili e manuali per il corretto sviluppo delle competenze nei bambini.
Libri e articoli su argomenti come l'apprendimento esperienziale e il gioco attivo spesso discutono di come la tecnologia possa influenzare negativamente queste abilità.
Ecco alcuni autori e riferimenti che hanno trattato temi legati all'importanza dell'uso delle mani nell'apprendimento e le conseguenze dell'eccessivo uso della tecnologia:
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Jean Piaget - Un noto psicologo svizzero che ha studiato lo sviluppo cognitivo nei bambini. Le sue teorie enfatizzano l'importanza dell'interazione fisica con l'ambiente per il processo di apprendimento.
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Maria Montessori - Fondatrice del metodo Montessori, ha sottolineato l'importanza dell'apprendimento pratico e dell'uso delle mani per favorire l'autonomia e la creatività nei bambini.
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Lev Vygotsky - Psicologo russo che ha discusso l'importanza delle interazioni sociali e delle attività pratiche nel processo educativo. Le sue idee possono essere correlate all'importanza delle abilità motorie.
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Sherry Turkle - Autrice di "Alone Together" e "Reclaiming Conversation", ha analizzato l'impatto della tecnologia sulle relazioni umane e sulle abilità sociali, toccando anche il tema della diminuzione delle competenze manuali a causa dell'uso eccessivo di dispositivi digitali.
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David Elkind - Psicologo e autore di "The Power of Play", ha parlato dell'importanza del gioco attivo e dell'esplorazione fisica nello sviluppo dei bambini, avvertendo sui rischi dell'over-screening.
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Juhani Pallasmaa - Architetto e scrittore, ha discusso dell'importanza del tatto e dell'esperienza sensoriale nel suo libro "The Eyes of the Skin", che esplora come il design e l'architettura influenzano le nostre percezioni e interazioni.
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Matti Begström è un autore e ricercatore che ha scritto sul tema dell'apprendimento e dell'importanza delle abilità manuali nel contesto educativo. La sua ricerca si concentra anche sulle conseguenze negative dell'uso eccessivo della tecnologia, evidenziando come questo possa influenzare lo sviluppo delle capacità motorie e cognitive, in particolare nei bambini. Begström ha discusso di come l'interazione fisica e il lavoro manuale siano essenziali per un apprendimento efficace e per lo sviluppo di competenze pratiche. Le sue idee si collegano a una crescente preoccupazione per la “cecità sulle dita”, ovvero la perdita di sensibilità e abilità manuali a causa della digitalizzazione.
Questi autori forniscono una base teorica utile per comprendere l'importanza delle abilità manuali e i rischi associati alla digitalizzazione eccessiva.
Conclusione
In sintesi, l'uso delle mani nell'apprendimento è cruciale per lo sviluppo integrale di un individuo. È fondamentale incoraggiare attività che stimolino la manipolazione e l'esplorazione, per contrastare il citato rischio di cecità sulle dita. Genitori, educatori e comunità devono lavorare insieme per garantire che le nuove generazioni sviluppino non solo competenze digitali, ma anche abilità manuali preziose per il loro futuro. L'equilibrio tra tecnologia e abilità pratiche è essenziale per un apprendimento completo e significativo.
Veronica M. Pruinelli svolge la funzione di Avvocato nella giurisdizione italiana, abilitata al patrocinio avanti la Corte di Cassazione e le altre Giurisdizioni Superiori. L’Avvocato Veronica M. Pruinelli ha maturato una pluriennale esperienza nel settore del Diritto Civile e Commerciale anche a livello internazionale, nonché nel settore dell’Innovazione Etica e dello Sviluppo Sostenibile. Si occupa da anni di sostenere le PMI (Piccole Medie Imprese) con particolare focus al passaggio generazionale e ai processi di internazionalizzazione e le Startup per l’avvio dell’attività e l’affiancamento sin dalle prime fasi strategiche. Si dedica altresì alla sensibilizzazione sui temi dell’utilizzo etico e consapevole delle nuove tecnologie, e in particolare, dei sistemi di intelligenza artificiale, nel rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, anche per i bambini, sin dall’infanzia, per una Comunità Educante e inclusiva, che possa contribuire al raggiungimento di un’uguaglianza sostanziale e ad una responsabilità condivisa nell’era digitale, in adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale richiesti anche a livello costituzionale. (artt. 2 e 3, comma II della Cost.)
Erik Pietro Sganzerla è Professore Associato di Neurochirurgia dell’Università Milano-Bicocca, Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza. Già Direttore della Clinica Neurochirurgica e della Scuola di Specializzazione in Neurochirurgia dell'Università̀ Milano-Bicocca e Presidente del Collegio dei Primari dell’Asst-Monza. Laureato in Medicina e Chirurgia e diplomato in anestesia e rianimazione e in neurochirurgia presso l’Università̀ Statale di Milano. Ha al suo attivo pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali su argomenti di neurochirurgia clinica e sperimentale. È autore del libro “Malattia e morte di Giacomo Leopardi - Osservazioni critiche e nuova interpretazione diagnostica con documenti inediti”. Partecipa agli studi sul rapporto tra Mente e Innovazione in collaborazione con l’Avv. Veronica M. Pruinelli.