Cinema e Serie TV

Bambi, tutte le curiosità del cerbiatto più commovente Disney

Una delle storie animate più emozionanti che Disney sia riuscita a portare sugli schermi, quella che andiamo a riscoprire nel giorno della sua prima apparizione nelle sale cinematografiche britanniche. Parliamo del tenero cerbiatto Bambi e del film omonimo che ne racconta le vicende commoventi e dolcissime, che ha debuttato il 13 agosto 1942. Nonostante lo abbiamo ormai scolpito nella mente, consumando fazzoletti su fazzoletti ogni volta davanti alla scena in cui la madre del cerbiatto viene uccisa, siamo sicuri di sapere proprio tutto su questa pellicola? Scopriamo insieme alcune curiosità legate alla sua ideazione e produzione. 

bambi

Bambi, una storia da… premio Nobel

Il film Bambi ebbe un periodo piuttosto lungo e travagliato nelle sue diverse fasi di concezione, così come lo stesso esordio fu in un periodo cruciale della Storia moderna: la Seconda guerra mondiale. Fu infatti la capitale inglese a ospitare la prima visione di Bambi, mentre in Italia arrivò solo nel febbraio del 1948, ma le sue origini presentano tratti curiosi e interessanti. La pellicola risulta essere un adattamento del libro Bambi, la vita di un capriolo, scritto da Felix Salten che non era un libro per bambini, ma raccontato dalla prospettiva degli animali, dove l’uomo è visto come l’essere più terribile di sempre, e Bambi, crescendo, diventa un padre freddo e distante, proprio come il suo. Alla realizzazione del film parteciparono nomi importanti della letteratura, come Thomas Mann, e Sidney Franklin, regista e produttore cinematografico, coinvolti tra il 1933 e il 1937.

Rivivi la magia di DISNEY+ e di questo titolo sfogliando il catalogo della piattaforma comodamente con tutta la famiglia grazie all’abbonamento annuale (con 60 giorni in omaggio) o mensile .

Mann, che ricordiamo aver ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, incontrò Walt Disney nel 1935, quando ottennero una laurea honoris causa all’Università di Harvard e in quella occasione Mann consigliò al padre di Topolino il libro di Salten, di cui Mann era un notevole estimatore. I due si incontrarono di nuovo nel 1939 a Hollywood, dove Mann nuovamente propose a Disney di adattare per il cinema questa storia. affinché il suo amico Salten, potesse risollevare la sua condizione economica, in quanto non navigava in ottime acque. 

bambi

Altre testimonianze invece attribuiscono a Sidney A. Franklin la proposta a Disney, nel 1933, dell’adattamento di questo romanzo. Il progetto cominciò a vedere la luce nel 1935, dopo che Disney, avendo letto il romanzo Bambi, decise di adattarlo, acquisendo i diritti cinematografici da Franklin nel 1937 e facendo partire i lavori nel 1938. Se la produzione è stata abbastanza travagliata, non lo è stata da meno la sua comparsa sul grande schermo: lanciato per la prima volta il 13 agosto 1942, in piena seconda guerra mondiale, il film però procurò pochissimi incassi, solo 2 milioni di dollari circa, ma la situazione cambiò nel 1947, quando uscì una nuova edizione che ebbe il successo che tutti si aspettavano inizialmente.

Reinterpretazioni e bambini doppiatori

Ma non sono solo queste le curiosità legate al film Bambi: come sappiamo, la pellicola d’animazione presenta un cerbiatto come protagonista, quando nel libro da cui è tratta troviamo un capriolo. Un cambiamento che si attribuisce al fatto che gli americani non avessero molta “confidenza” con una specie animale tipicamente europea; inoltre, inizialmente nella favola per bambini avrebbe dovuto esserci un numero maggiore di animali, ben sei conigli, anziché solamente Tamburino, e persino una colonia di formiche.

Tutti questi animali, non di certo gli unici presenti in un film Disney, e in particolare i cuccioli, sono stati doppiati da bambini per volere di Walt Disney, allo scopo di rendere il tutto più realistico possibile, tanto che a doppiare il protagonista fu un bambino di 8 anni, Donnie Dunagan. Questi, quando si arruolò in marina, pare avesse tenuto tutti all’oscuro di quella sua esperienza per evitare che gli altri marinai lo deridessero.

Arriviamo poi a un’altra caratteristica “tecnica” del film in sé, ossia alla rappresentazione della scena cruda dell’uccisione della madre di Bambi, un momento toccante, drammatico e indimenticabile. Inizialmente si pensava di introdurre la scena integrale della sua morte, ma l’idea fu del tutto bocciata poiché, visto il target di riferimento, questa sarebbe risultata troppo cruda e drammatica. Una decisione che suscitò scalpore, molto di più rispetto ai tempi addietro; basti pensare che anche uno dei componenti dei The Beatles, Paul McCartney, si era espresso in merito affermando che il cerbiatto della Disney è artefice del suo attivismo a favore della difesa dei diritti degli animali. Per quanto riguarda invece la vera e propria rappresentazione della morte della madre, viene raccontata con il solo rumore di uno sparo, seguita da quanto dice il padre a Bambi:

Tua madre non sarà più accanto a te. Devi essere coraggioso.

Questa fu anche la prima volta in cui, in un racconto per bambini, Disney introduce la morte di personaggi positivi e in maniera edulcorata, in quanto, nella versione originale, la scomparsa della madre doveva essere rappresentata con il cacciatore che le sparava in maniera diretta, e il suo piccolo la trovava in una pozza di sangue.

Nonostante vi siano state diverse modifiche alla storia principale, Walt Disney voleva che il lungometraggio fosse il più reale possibile, facendo costruire uno zoo nei pressi dello studio, per far sì che i disegnatori potessero studiare al meglio gli animali e realizzarli in modo verosimile. Questo film in particolare arrivò in un momento critico per l’azienda, che dopo i fallimenti di Dumbo e Fantasia si trovava sull’orlo della bancarotta; la pellicola aveva un budget enorme, considerando che si sarebbero spesi circa 800 mila dollari (un valore a oggi pari a circa 14 milioni).

bambi

Bambi, considerato l’ultimo film del cosiddetto periodo d’oro (1937-1942) dello studio Disney, è arricchito da una bellissima colonna sonora firmata da Frank Churchill, Larry Morrey e Ed Plumb che annovera pezzi quali Love is a song e La prima neve fra i tanti. La musica è salvifica e fondamentale in questa opera ed è addirittura paragonata all’amore in questa bellissima frase tratta dal film:

L’amore è una canzone che non finisce mai.

La realizzazione del film e i significati

I disegni in Bambi consegnano allo spettatore una natura multiforme e ricca di dettagli che scandisce il tempo della crescita del protagonista, accompagnandolo nella sua maturazione. Una forte componente realistica che trova un corrispettivo nel senso del dramma in tutto il racconto. Nonostante l’antropomorfizzazione degli animali e la dimensione fiabesca della narrazione, la storia è ben calibrata, alternando scene giocose a momenti di vera e propria tensione, che tengono alta l’attenzione anche dei bambini portando sullo schermo una rappresentazione del tragico misurata, ma verosimile, scevra di falsi pudori e rafforzata da soluzioni stilistiche convincenti. Ricordiamo l’uso quasi espressionistico del colore durante la lotta tra Bambi e il cervo o il fuoco che prende possesso della foresta, come una bestia dotata di volontà propria.

Anche la scelta di reinterpretare la morte della mamma ha il pregio di evitare che un momento triste, ma intimamente connesso al ciclo biologico, si trasformi in una parentesi melodrammatica. Anzi la comparsa del Grande Cervo sottolinea che questo evento segna una vera e propria svolta per il protagonista: il passaggio dall’infanzia (in cui predomina la figura materna) alla giovinezza e all’età adulta, dove il modello di riferimento diventa quello maschile. Il cuore del film sta infatti in questa celebrazione della vita in tutti i suoi aspetti: dalla scoperta dei sensi, all’amicizia fino alle esperienze più intense come la lotta, l’amore e la morte di una persona cara.

L’effetto Bambi e il sequel

Gli effetti generati da questa storia su schermo non sono stati così banali: come sappiamo infatti, le storie di Walt Disney hanno sempre una morale nascosta e significati psicologici, come in questo caso. Si è data origine infatti al cosiddetto “Effetto Bambi“, ossia l’insorgere di difficoltà e fatica a uccidere e/o consumare animali, soprattutto quando sono cuccioli. L’Effetto Bambi indica anche una condizione per la quale si tende a provare ancor più tenerezza se a morire è un animale “di bell’aspetto”, molta di più rispetto a quella che si avverte invece per un animale non così bello. La “Sindrome di Bambi” riguarda colui che è estremamente sensibile alle sorti degli animali, ma anche degli esseri umani, quando queste dipendono dall’azione dell’uomo. 

bambi

C’è stato anche un seguito a questa storia, Bambi 2, arrivato a ben 64 anni dall’uscita del quinto lungometraggio Disney. La storia inizia a partire da quello che segue al tragico evento, la morte della madre del cerbiatto. Il piccolo si trova a fare i conti con il dovere di trovare la forza di andare avanti, continuando la propria vita anche senza la sua adorata madre. A fargli forza durante questo difficile percorso non solo gli amici, ma anche il padre, ossia il Principe della Foresta.

Bambi 2 è la storia del rapporto tra padre e figlio, inizialmente abbastanza difficile, ma che pian piano cresce sino ad assumere caratteristiche più dolci e ben diverse. Si tratta di una storia che approfondisce il rapporto padre e figlio, incentivando inoltre il rispetto dell’ambiente che ci circonda e dei diritti degli animali, dalla quale possiamo trarre parecchi insegnamenti sempre attuali, come questa narrazione sempreverde al pari di tante altre prodotte dall’universo Disney.